Giuseppe Fulcheri: La pittura “musicale”

Dal 15 al 25 maggio, la Galleria Pian de’ Giullari di Via dei Cappellari 49, nel cuore di Roma, ospita “Muse nella Notte”, la prima mostra personale in Italia di Giuseppe Fulcheri, artista eclettico che trasforma i colori in musica e le donne in protagoniste assolute del suo universo pittorico.

Conosciuto principalmente come autore, compositore e sceneggiatore, Fulcheri si svela ora anche come pittore visionario, capace di dare forma e vita a un’opera visiva totale, in cui convivono armoniosamente arte figurativa, emozione musicale e narrazione poetica. La mostra, curata da Andrea Bottai e Diana Daneluz, è un viaggio sensoriale e simbolico nel mondo femminile, visto attraverso lo sguardo di un artista che ha sempre trovato nella donna una fonte inesauribile di ispirazione e bellezza.

Colori al posto delle note

Fulcheri non dipinge semplicemente volti o corpi, ma suona la tela. I suoi acrilici e oli si muovono tra segni decisi e campiture vibranti, sostituendo le note musicali con pigmenti intensi. Le sue muse si affacciano dal buio della notte come apparizioni, presenze sensibili e sensuali, espressioni di un desiderio che è al tempo stesso estetico, affettivo e carnale. La donna, nel suo universo pittorico, non è mai passiva: è soggetto attivo, specchio e musa, icona e storia.

144 opere per 12 muse

La struttura della mostra segue un disegno preciso: 12 muse, ciascuna identificata da un colore dominante, vengono declinate in 12 variazioni, per un totale di 144 opere. Il numero 12 non è casuale: è cifra simbolica di ciclicità e pienezza – come i mesi dell’anno, i segni zodiacali, le ore del giorno e della notte, o le note musicali. Ogni opera è racchiusa in una cornice dipinta nello stesso colore dell’opera stessa, che da contorno diventa parte integrante della composizione, segno d’identità e universo chiuso e completo.

Una vita tra arte e musica

Nato a Bologna nel 1972, ma cresciuto a Torino, Fulcheri ha sempre comunicato con la musica e il colore. Balbuziente da bambino, ha trovato nel canto la sua prima forma di libertà espressiva. Dopo la maturità classica, si trasferisce a Roma e inizia a scrivere canzoni per grandi nomi della musica italiana – da Mina a Mogol, da Mario Biondi a Irama. La sua passione per l’arte visiva si intensifica durante il suo lungo soggiorno a Los Angeles, dove le difficoltà linguistiche lo riportano a un linguaggio universale: la pittura.

Negli Stati Uniti le sue opere vengono esposte in gallerie come la Masoumeh Seyhoun Gallery di West Hollywood e collezionate da personaggi noti, tra cui Francis Ford Coppola. Tornato in Italia, Fulcheri decide di dare spazio a questa sua dimensione creativa, dedicando alla pittura la stessa intensità che ha sempre riservato alla musica.

La mostra è visitabile fino al 25 maggio, tutti i giorni dalle 18 alle 21, con apertura straordinaria nei weekend dalle 17 alle 20 e su appuntamento al numero 339 5785378.

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