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DIALOGO PER INTERPOSTI MARMI

Ormai è entrata nella storia la loquacità dei romani e allora come possono le statue essere mute a Roma? Anche le statue parlano, si esprimono con scritti e non con i vocalizzi.
La più famosa delle statue parlanti è quella dl Pasquino.
Un torso mutilo, appartenente a un gruppo marmoreo del III sec. a.C. che prese il nome di Pasquino, pare, da un sarto romano del XVI sec. famoso per «tagliare i panni addosso alla gente». La sua fama è dovuta al foglietti satirici, talora feroci, dette pasquinate, contro il potere papale e i signorotti dell’epoca. Notte tempo mani ignote affiggevano al torso o al piedistallo di una delle più famose «statue parlanti» i foglietti satirici.
Oltre a Pasquino altre sono le statue che a Roma venivano usate per collocarvi tavolette con scritti di satira politica.
Poco lontano da piazza Pasquino, piazza Vidoni, stretta tra il Palazzo Vidoni e la chiesa di S. Andrea della Valle e, nell’angolo dl sinistra non molto visibile, la statua di Abate Luigi: figura di antico oratore tardo romano con un epitaffio apposto sul piedistallo che ricorda la sua appartenenza alle «statue parlanti».
Anche il gruppo marmoreo del Bernini a piazza Navona, la fontana dei Fiumi, può essere annoverato tra le statue che non sanno tacere e per il pettegolezzo popolare che vuol dare ad ogni singolo gesto del gruppo un significato, tutto nato per una animosa rivalità tra il Borromini e il Bernini.
La statua che raffigura Rio della Plata, con un gesto della mano, si difende dalla possibile caduta di Sant’Agnese (la chiesa del Borromini); il Nilo, con il volto velato, evita di guardare la «bruttezza» che la chiesa rappresenta.
Vicino a piazza del Collegio Romano, in via Lata, la fontana del Facchino raffigura un giovane in costume cinquecentesco dell’Università degli Acqualoli, scolpita alla fine del 1500.
In piazza S. Marco, di fronte alla fontana della Pigna, nell’angolo del Palazzetto Venezia, il simulacro detto di Madama Lucreazia, resto di una grande statua dedicata alla divinità egizia, Iside, che forse, raffigura Faustina, moglie di Antonino, a cui fu dedicato un tempio nel Foro Romano.
Salendo la scalinata del Campidoglio si arriva al musei Capitolini dove dal 1594 ha trovato stabile dimora il Marforio, imponente scultura del I secolo dell’Impero che rappresenta una divinità fluviale, anche se alcuni la chiamano Oceano, e su questa giacente statua venivano attaccate le risposte alle satire di Pasquino.
Un dialogo per Interposti marmi.
Ultima, e poco conosciuta tra le «statue parlanti» è il Babuino dell’omonima fontana.
Qualche anno fa c’era un promettente e giovane disegnatore, tale Dino Manetta, che rispolverò, con successo, l’uso di Pasquino per la satira. Con mano furtiva, di notte, collocava sulla statua le sue mordaci vignette, ora i suoi disegni appaiono su alcuni quotidiani di Roma.

ITINERARI
Le statue parlanti
da Il manifesto di domenica 11/ lunedì 13 ottobre 1986

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Una casata

Cristoggesummaria, cc’antro accidente!
Sete una gran famijja de bbruttoni.
E nnun méttete in pena ch’io cojjoni,
perché pparleno tutti istessamente.

Dar grugno de tu’ padre a li meloni,
cuelli mosini, nun ce curre ggnente:
e ar vedé mmamma tua, strilla la ggente:
“Monaccallà, ssò ffatti li bbottoni?”.

Tu, senza naso, pari er Babbuino:
tu’ fratello è er ritratto de Marforio,
e cquell’antro è un po’ ppeggio de Pasquino.

Tu e Mmadama Lugrezzia, a sti prodiggi,
v’amanca de fà cchirico Grigorio,
pe mmette ar mucchio l’Abbate Luiggi.

G.G.Belli

TANTO MINESTRONE PIÙ CHE ZUPPE

La responsabilità individuale non può essere richiesta e applicata ai soli medici e magistrati, ma anche agli avvocati, ai politici e a tutte quelle professioni che prevedono di operare per il bene di un cliente o di un paziente della comunità e dell’elettorato. Una richiesta di serietà nell’amministrare il patrimonio comune rendendone conto per evitare di affidare il nostro futuro a persone incapaci di gestire un bilancio in quanto, come solitamente avviene nelle famiglie, non ci si può impegnare in una spesa se non si hanno i fondi necessari. Rendere conto alla comunità di spese insulse dovrebbe essere una  normalità e non un premio con stipendi e pensioni ben lontani dalla comprensione della maggioranza dei cittadini.

Sono diciotto mesi che l’Italia è guidata da personalità non rappresentative dell’elettorato ed è forse per questo che, nel bene e nel male, si è potuto intraprendere la strada dei cambiamenti e recuperare credibilità nel contesto europeo e internazionale, ma in questo caotico panorama politico non si sono ancora snidati i nuovi qualunquismi sotto le mentite spoglie di personaggi impegnati.

Dare l’esempio di governare con chiarezza, per quanto è possibile in Italia, non sembra essere servito ai politici per chiarire i loro pensieri e i loro schieramenti, tanto che sono in molti a pensare di continuare a delegare la guida dell’Italia a degli non eletti per essere liberi di criticare le scelte che di volta in volta si fanno.

Questo Governo di tecnici o professori o quel che sia dovrebbe essere un’ispirazione ai politici di professione o improvvisati nel coniugare il dialogo e la diplomazia con l’autorevolezza nelle scelte.

Politici che non si sentono più maturi nel riprendersi le responsabilità di Governo rendendo così attuale il Manifesto per la soppressione dei partiti politici di Simone Weil pubblicato negli anni ’50 e nello stimolare ogni singolo cittadino nel praticare la politica.

L’attuale politica manca di carattere ed è per questo che più o meno apertamente confida in un proseguimento della cura Monti tenendo a dovuta distanza i lavoratori e senza nuocere alle ricchezze di chi specula sulla “macelleria sociale”. Monti come unica soluzione ad ogni male e per questo capace di assorbire gran parte dell’attenzione dei politici e dell’informazione nel suo rimanere anche dopo le elezioni del 2013 in politica.

La cura del rigore e dell’austerità adottata dai professori colpisce le fasce più deboli rischiando di prolungarne la crisi. Un impegno messo in discussione dal premio Nobel dell’Economia Paul Krugman e da Richard Layard, direttore di un centro studi della London School of Economics, con la pubblicazione di un manifesto in cui consiglia di stimolare la crescita dell’economia dopo aver studiato 173 casi di tagli di bilancio mostrando che spesso l’effetto generato è la contrazione economica,

È possibile che l’1 o il 10% che possa essere degli abitanti della terra con le loro ricchezze sia così potente ad non essere coinvolto nei sacrifici delle singole nazioni?

Gli italiani sono causa dei loro mali se continuano a permettere che una vittoria calcistica li narcotizzi e rimangano inebetiti da una sconfitta, mentre si contratta per centinaia di milioni in euro sulla proprietà di calciatori poco differenti dal resto degli abitanti del Pianeta fantasticando sui loro compensi milionari. Basti pensare a Thiago Silva e Ibrahimovic per poter digerire la precarietà della vita e gli stipendi da mille euro.

Ogni schieramento se non addirittura ogni partito presente in Parlamento è un esempio di micro cosmo che racchiude tutte le componenti politiche negli ultimi sessant’anni. Cattolici di varie sfumature e socialisti atei, reminiscenze fasciste con liberali repubblicani, comunisti pentiti e quelli che ritengono ancora possibile smascherare l’egoistica devianza del Capitalismo. Personaggi di destra acclamati dalla sinistra e altri che schiamazzano a sinistra lusingati dalle file di destra e su tutti l’anomalia perseguita dal Partito democratico con il suo avvilente corteggiamento dei centristi, voltando le spalle ai naturali alleati mettono in discussione il riconoscimento dei diritti in egual modo a ogni cittadino.

Come si può far convivere le crociate con il dialogo, la freddezza delle cifre con la compassione, l’individualismo possesso di uno scranno parlamentare con l’essere al servizio dell’elettore?

Quelli che si dicono cristiani e perseguono la via della discriminazione tra cittadini e sessi trovano aperture laiche e libertarie in esponenti collocati nel centro destra.

È un indigesto minestrone quello che si è formato con il bipartitismo e fomentato dalla primordiale ingordigia di un’umanità corrotta protesa verso il potere e le allettanti proposte di uno schieramento piuttosto che di un altro.

PierLuigi Bersani è stato un buon amministratore e lodevole ministro, ma non ha il polso per guidare un partito erede dell’utopia socialista che si è coniugato con quell’area facilmente definibile come cristiano sociale, ma non può neanche instaurare alleanze con i bigotti. I falsi puritani avranno problemi nel definire una posizione unitaria con la parte laica del “Terzo Polo” nell’ambito della ricerca scientifica e nel riconoscimento delle coppie di fatto.

Tanti minestroni che non si armonizzano, ogni sapore è facilmente distinguibile dall’altro, non è solo riuscire ad individuare il peperoncino o la coccia di parmigiano, ma ogni singola verdura.

È una infinita distesa di tonalità grigie nel tentativo di farle apparire tutti uguali, ma ogni persona è un’identità ben definita anche nella sua  confusione mentale e  con le sue caratteristiche.

Alla metà degli anni ‘80 Hollywood contribuiva con la commedia Soul Man al superamento delle differenze pigmentose, semplificato nell’affermazione che non esistono bianchi, neri e rossi, ma delle differenti tonalità di grigio; così il Parlamento visto dalla Luna appare un’unica distesa di grigio, ma più ci si avvicina e più appare come tanti pixel di vario colore che non riescono a formare una chiara immagine.

Una Destra repubblichina e sociale che, dopo numerose scissioni e fughe, mendica un padrone per apparire nel panorama populista camminando in precario equilibrio sul filo delle protezioni clericali mentalmente deviate da una lettura personalizzata dei Vangeli.

Il massimo dell’interesse espresso dalla politica e dall’informazione sembra concentrato sulla presenza di professori e tecnici oltre i primi mesi del 2013 invece di preoccuparsi di educare una nuova classe di politici capaci a governare. Tutti vogliono e non vogliono arruolare questa brigata di non politici per dare lustro al blasone sbiadito del proprio partito, ma senza offuscarne le personalità parlamentari.

La politica italiana non vuol chiudere con i saltimbanchi cercando di copiare compiti fatti da altri senza comprenderne il contesto sino ad arrivare a confondere la libertà economica con il liberismo. Un’azione tentata in varie occasioni, ma con questo Governo Monti le porte si stanno spalancando ai liberalisti entusiasti del manifesto Fermare il declino proposto da persone come: Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales. Un movimento che Oscar Giannino tende a farlo coincide con una “Sedizione Liberale” per reagire dopo la nuova discesa in campo di Berlusconi.

Così anche nei movimenti come nei partiti prevale il minestrone più che la zuppa trovando personalità che migrano da una convinzione ad un’altra cercando di coniugare lo Stato con un liberalismo che lo vuole svuotare di controlli, scopi e servizi, mentre si riscoprono teorie marxiste.

Il panorama politico si arricchisce di un’arguta analisi sul ruolo del traditore, come esplica Giulio Giorello nel suo Il tradimento (Longanesi), nel superare ogni stallo governativo con il venir meno agli impegni presi.

Rendere dinamica la politica venendo meno a un patto di coerenza degli amministratori pubblici è evidenziata da Marco Boschini con il suo “Viaggio nell’Italia della buona politica” (Einaudi). Un libro per viaggiare tra i piccoli comuni virtuosi tra migliaia di cittadini che quotidianamente contribuiscono alla realizzazione di una buona politica, senza auto blu e rifiuti zero, con una mobilità sostenibile e il risparmio energetico, promuovendo nuovi stili di vita, riponendo nei comuni virtuosi delle prospettive ottimistiche per un’Italia da non svendere come viene descritta nel libro Outlet Italia di Aldo Cazzullo (Mondadori).

Gran parte dei politici ha una traumatica carenza affettiva ed è per questo che sono disperatamente alla ricerca dell’amore dei loro elettori. Una debolezza sconosciuta a questi tecnici.

TANTO MINESTRONE PIÙ CHE ZUPPE

La Partita dei Politici
Aspettando il 2013

La responsabilità individuale non può essere richiesta e applicata ai soli medici e magistrati, ma anche agli avvocati, ai politici e a tutte quelle professioni che prevedono di operare per il bene di un cliente o di un paziente della comunità e dell’elettorato. Una richiesta di serietà nell’amministrare il patrimonio comune rendendone conto per evitare di affidare il nostro futuro a persone incapaci di gestire un bilancio in quanto, come solitamente avviene nelle famiglie, non ci si può impegnare in una spesa se non si hanno i fondi necessari. Rendere conto alla comunità di spese insulse dovrebbe essere una  normalità e non un premio con stipendi e pensioni ben lontani dalla comprensione della maggioranza dei cittadini.

Sono diciotto mesi che l’Italia è guidata da personalità non rappresentative dell’elettorato ed è forse per questo che, nel bene e nel male, si è potuto intraprendere la strada dei cambiamenti e recuperare credibilità nel contesto europeo e internazionale, ma in questo caotico panorama politico non si sono ancora snidati i nuovi qualunquismi sotto le mentite spoglie di personaggi impegnati.

Dare l’esempio di governare con chiarezza, per quanto è possibile in Italia, non sembra essere servito ai politici per chiarire i loro pensieri e i loro schieramenti, tanto che sono in molti a pensare di continuare a delegare la guida dell’Italia a degli non eletti per essere liberi di criticare le scelte che di volta in volta si fanno.

Questo Governo di tecnici o professori o quel che sia dovrebbe essere un’ispirazione ai politici di professione o improvvisati nel coniugare il dialogo e la diplomazia con l’autorevolezza nelle scelte.

Politici che non si sentono più maturi nel riprendersi le responsabilità di Governo rendendo così attuale il Manifesto per la soppressione dei partiti politici di Simone Weil pubblicato negli anni ’50 e nello stimolare ogni singolo cittadino nel praticare la politica.

L’attuale politica manca di carattere ed è per questo che più o meno apertamente confida in un proseguimento della cura Monti tenendo a dovuta distanza i lavoratori e senza nuocere alle ricchezze di chi specula sulla “macelleria sociale”. Monti come unica soluzione ad ogni male e per questo capace di assorbire gran parte dell’attenzione dei politici e dell’informazione nel suo rimanere anche dopo le elezioni del 2013 in politica.

La cura del rigore e dell’austerità adottata dai professori colpisce le fasce più deboli rischiando di prolungarne la crisi. Un impegno messo in discussione dal premio Nobel dell’Economia Paul Krugman e da Richard Layard, direttore di un centro studi della London School of Economics, con la pubblicazione di un manifesto in cui consiglia di stimolare la crescita dell’economia dopo aver studiato 173 casi di tagli di bilancio mostrando che spesso l’effetto generato è la contrazione economica,

È possibile che l’1 o il 10% che possa essere degli abitanti della terra con le loro ricchezze sia così potente ad non essere coinvolto nei sacrifici delle singole nazioni?

Gli italiani sono causa dei loro mali se continuano a permettere che una vittoria calcistica li narcotizzi e rimangano inebetiti da una sconfitta, mentre si contratta per centinaia di milioni in euro sulla proprietà di calciatori poco differenti dal resto degli abitanti del Pianeta fantasticando sui loro compensi milionari. Basti pensare a Thiago Silva e Ibrahimovic per poter digerire la precarietà della vita e gli stipendi da mille euro.

Ogni schieramento se non addirittura ogni partito presente in Parlamento è un esempio di micro cosmo che racchiude tutte le componenti politiche negli ultimi sessant’anni. Cattolici di varie sfumature e socialisti atei, reminiscenze fasciste con liberali repubblicani, comunisti pentiti e quelli che ritengono ancora possibile smascherare l’egoistica devianza del Capitalismo. Personaggi di destra acclamati dalla sinistra e altri che schiamazzano a sinistra lusingati dalle file di destra e su tutti l’anomalia perseguita dal Partito democratico con il suo avvilente corteggiamento dei centristi, voltando le spalle ai naturali alleati mettono in discussione il riconoscimento dei diritti in egual modo a ogni cittadino.

Come si può far convivere le crociate con il dialogo, la freddezza delle cifre con la compassione, l’individualismo possesso di uno scranno parlamentare con l’essere al servizio dell’elettore?

Quelli che si dicono cristiani e perseguono la via della discriminazione tra cittadini e sessi trovano aperture laiche e libertarie in esponenti collocati nel centro destra.

È un indigesto minestrone quello che si è formato con il bipartitismo e fomentato dalla primordiale ingordigia di un’umanità corrotta protesa verso il potere e le allettanti proposte di uno schieramento piuttosto che di un altro.

PierLuigi Bersani è stato un buon amministratore e lodevole ministro, ma non ha il polso per guidare un partito erede dell’utopia socialista che si è coniugato con quell’area facilmente definibile come cristiano sociale, ma non può neanche instaurare alleanze con i bigotti. I falsi puritani avranno problemi nel definire una posizione unitaria con la parte laica del “Terzo Polo” nell’ambito della ricerca scientifica e nel riconoscimento delle coppie di fatto.

Tanti minestroni che non si armonizzano, ogni sapore è facilmente distinguibile dall’altro, non è solo riuscire ad individuare il peperoncino o la coccia di parmigiano, ma ogni singola verdura.

È una infinita distesa di tonalità grigie nel tentativo di farle apparire tutti uguali, ma ogni persona è un’identità ben definita anche nella sua  confusione mentale e  con le sue caratteristiche.

Alla metà degli anni ‘80 Hollywood contribuiva con la commedia Soul Man al superamento delle differenze pigmentose, semplificato nell’affermazione che non esistono bianchi, neri e rossi, ma delle differenti tonalità di grigio; così il Parlamento visto dalla Luna appare un’unica distesa di grigio, ma più ci si avvicina e più appare come tanti pixel di vario colore che non riescono a formare una chiara immagine.

Una Destra repubblichina e sociale che, dopo numerose scissioni e fughe, mendica un padrone per apparire nel panorama populista camminando in precario equilibrio sul filo delle protezioni clericali mentalmente deviate da una lettura personalizzata dei Vangeli.

Il massimo dell’interesse espresso dalla politica e dall’informazione sembra concentrato sulla presenza di professori e tecnici oltre i primi mesi del 2013 invece di preoccuparsi di educare una nuova classe di politici capaci a governare. Tutti vogliono e non vogliono arruolare questa brigata di non politici per dare lustro al blasone sbiadito del proprio partito, ma senza offuscarne le personalità parlamentari.

La politica italiana non vuol chiudere con i saltimbanchi cercando di copiare compiti fatti da altri senza comprenderne il contesto sino ad arrivare a confondere la libertà economica con il liberismo. Un’azione tentata in varie occasioni, ma con questo Governo Monti le porte si stanno spalancando ai liberalisti entusiasti del manifesto Fermare il declino proposto da persone come: Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales. Un movimento che Oscar Giannino tende a farlo coincide con una “Sedizione Liberale” per reagire dopo la nuova discesa in campo di Berlusconi.

Così anche nei movimenti come nei partiti prevale il minestrone più che la zuppa trovando personalità che migrano da una convinzione ad un’altra cercando di coniugare lo Stato con un liberalismo che lo vuole svuotare di controlli, scopi e servizi, mentre si riscoprono teorie marxiste.

Il panorama politico si arricchisce di un’arguta analisi sul ruolo del traditore, come esplica Giulio Giorello nel suo Il tradimento (Longanesi), nel superare ogni stallo governativo con il venir meno agli impegni presi.

Rendere dinamica la politica venendo meno a un patto di coerenza degli amministratori pubblici è evidenziata da Marco Boschini con il suo “Viaggio nell’Italia della buona politica” (Einaudi). Un libro per viaggiare tra i piccoli comuni virtuosi tra migliaia di cittadini che quotidianamente contribuiscono alla realizzazione di una buona politica, senza auto blu e rifiuti zero, con una mobilità sostenibile e il risparmio energetico, promuovendo nuovi stili di vita, riponendo nei comuni virtuosi delle prospettive ottimistiche per un’Italia da non svendere come viene descritta nel libro Outlet Italia di Aldo Cazzullo (Mondadori).

Gran parte dei politici ha una traumatica carenza affettiva ed è per questo che sono disperatamente alla ricerca dell’amore dei loro elettori. Una debolezza sconosciuta a questi tecnici.

 

UN NUOVO PICCOLO MUSEO

Dalla fine del giugno scorso è stato aperto presso il convento dei Cappuccini a via Vittorio Veneto un piccolo museo che ospita un certo numero di opere d’arte di varie epoche e presenta ai visitatori la storia e la spiritualità dell’Ordine che è una branca della più grande famiglia Francescana. Il convento attuale, costruito ottanta anni fa, è una modesta imitazione del grande complesso che fu edificato alla fine degli anni venti del ‘600 per iniziativa di Antonio Barberini, frate cappuccino e fratello del Papa regnante Urbano VIII. L’originario convento si trovava in via della Dataria e dovette essere demolito per l’ampliamento degli edifici di servizio del Palazzo del Quirinale, la chiesa esiste ancora in via dei Lucchesi con il nome di Santa Croce e San Bonaventura. I frati si trasferirono nel 1631 portando con loro un gran numero di corpi di confratelli deceduti con i quali un secolo dopo costruirono il celebre e macabro Cimitero dei Cappuccini. La nuova chiesa intitolata a Santa Maria della Concezione contiene numerose opere d’arte tra cui spiccano “San Michele” di Guido Reni, la “Natività” di Giovanni Lanfranco, “San Francesco riceve le stimmate” del Domenichino, “Sant’Antonio” di Andrea Sacchi; la grande qualità dell’ornato della chiesa fu dovuta al mecenatismo dei Barberini il cui palazzo era vicinissimo al complesso conventuale. Questo sorgeva in un contesto quasi agreste confinando con l’estesa e bellissima Villa Ludovisi ed avendo nelle vicinanze la berniniana fontana del Tritone e poche case intorno alle chiese di San Nicola da Tolentino e di San Basilio; sulla piazza davanti alla chiesa erano stati piantati numerosi alberi di olmo noti come “ l’olmata dei Cappuccini”. Lo sviluppo edilizio di fine ‘800 condannò alla lottizzazione la Villa Ludovisi ed anche il convento fu distrutto per far posto sia a case di abitazione sia all’allora Ministero delle Corporazioni, ora dello Sviluppo Economico, opera di Marcello Piacentini. Il museo è ospitato in otto stanze ognuna delle quali mostra opere d’arte ed espone la vita  ed il pensiero spirituale dell’Ordine. La Provincia Romana dei Cappuccini ed il Fondo Edifici del Culto, proprietario del complesso, hanno raccolto nelle sale ritratti di Santi e Cappuccini celebri, oggetti liturgici e d’uso comune, vasellame da farmacia, crocefissi, reliquie. In una sala sono raccolti quadri e ricordi di Cappuccini del passato: San Crispino da Viterbo, San Giuseppe da Leonessa, San Felice da Cantalice, San Lorenzo da Brindisi, in un’altra memorie più recenti di San Pio da Pietrelcina e del Venerabile Padre Mariano da Torino. Le due ultime sale forniscono dati relativi allo sviluppo dell’Ordine in Italia e nel mondo. In una stanza è ospitata l’opera più famosa del museo, un piccolo olio su tela “San Francesco in meditazione” dipinto per lungo tempo attribuito al Caravaggio ma ora, pur se con contrasti, ritenuto copia, forse dello stesso artista, di un originale un tempo in un convento a Carpineto Romano e ora al museo di Palazzo Barberini. L’opera con fondo scuro mostra il Santo che contempla un teschio che spicca bianco contrastando con il volto emaciato e segnato di Francesco mentre una croce punta diagonalmente verso lo spettatore il tutto con valori simbolici all’epoca molto comprensibili. La visita al museo termina nel Cimitero che raccoglie le ossa di 3.700 corpi, per lo più di Cappuccini, Non si sa chi ideò il macabro arredamento del corridoio di una trentina di metri e delle sei cappelle che costituiscono il Cimitero; ossa di ogni genere e alcuni corpi mummificati rivestono volte e pareti delle cappelle con festoni, lampadari e decorazioni caratteristiche che ribadiscono il continuo pensiero dell’ineluttabilità della morte e la necessità di essere sempre pronti e liberi dal peccato. L’allestimento del museo è moderno e molto scenografico con molti cartelli esplicativi e un paio di video.

 

Roberto Filippi

Roma

Museo dei Cappuccini

via Vittorio Veneto 27

Orario:

tutti i giorni

dalle 9.00 alle 19.00

ultimo ingresso 30 minuti prima

Ingresso:

€ 6,00 intero – € 4,00 ridotto

Informazioni:

tel. 06/42014995

Catalogo:

Editore Gangemi

 

 

 

Un entusiasmante museo al centro di Roma.

 
Palazzo Valentini offre la possibilità di visitare la domus romana, di età imperiale, musealizzata in situ con ologrammi in grado di coinvolgere tutto il pubblico, dai più piccoli ai più esperti.
 
Appassionante e travolgente dal primo momento, appena entrati bisogna percorrere una scala trasparente a circa 20 cm di altezza dalla scala in mattoni, che dà la sensazione di galleggiare nel vuoto, e da qui ci si rende conto che tutta la visita  dà la possibilità di avere un punto di vista più unico che raro, dall’alto.
 
Le proiezioni che accompagnano gli ospiti in tutte le sale, spiegano le varie funzioni della struttura, non sono solo utili per ciò che si  sta guardando,  ma servono a far capire come il tempo ha agito su questi edifici e la loro attuale chiave di lettura.
 
Oltre alle immagini proiettate direttamente sopra i reperti, un audio riproduce degli effetti sonori degni di un cinema e la voce di Alberto Angela che spiega , in modo sublime,  dà l’impressione di essere all’interno di un documentario messo in piedi solo per voi.
 
È altrettanto incredibile cosa si può fare con i frammenti di mosaico e i proiettori di ultima generazione, al momento che vedete colmare le lacune di un mosaico policromo a tessitura fine e quasi non distinguete il vero dalla proiezione,  non potrete fare a meno di spalancare gli occhi e ammirare il pavimento romano imperiale nella sua completezza.
 
La visita lascia, momento dopo momento, stupefatti fino alla fine, dove si può vedere, nell’ultima sala, una vera e propria trasformazione di Roma, usando proiezioni 3D si vede tutto l’insieme dai fori imperiali a oggi, a questo cosa aggiungere?
 
Inizialmente ero contrariato dal fatto di dover prenotare un visita al Palazzo Valentini,  dicevo io pago e voglio entrare quando voglio….. devo ricredermi visto che le visite le fanno per un numero massimo di 15 persone e tutti sono rimasti soddisfatti,  il biglietto è basso 6 euro più 1,5 euro di prenotazione che potete fare in molti posti, ad esempio da  Feltrinelli, altrimenti fate come me, sono andato direttamente lì e con 2 ore di anticipo ho prenotato e ho fatto un passeggiata con un amica ai fori imperiali tentando di  ricordare quello che avevo studiato in passato.
 
 Vi invito a visitare la Domus di Palazzo Valentini perché ne vale veramente la pena.
 
 Per chi ha la curiosità consiglio di visitare il sito www.palazzovalentini.it