Maccarese, meno campi più mondezza.

A nord di Roma, appena fuori il GRA, l’Aurelia sale pigramente in mezzo ad un territorio sgombro da case ed insediamenti industriali, ricco di terreni agricoli e di pascoli ancora verdi.

È il territorio a nord del comune di Fiumicino, quello compreso tra la bonifica di Maccarese e l’agro romano di Pizzo del Prete, già colonizzato e reso importante dai numerosi insediamenti Etruschi che da Castel Campanile proseguono fino verso Cerveteri ed oltre, per giungere in Toscana.

È un territorio stretto d’assedio dall’aeroporto Leonardo da Vinci, con la costante minaccia del suo raddoppio, pura operazione speculativa, che vede i Benetton della Maccarese spa vendere ai Benetton di Aeroporti di Roma terreni agricoli fertili e ancora oggi densamente coltivati.

Un territorio ricco di storia e di cultura, con una vocazione agricola che affonda le sue radici nella bonifica compiuta sotto il regime fascista per liberare la zona dalle acque che ristagnavano, ma che era già conosciuto e sfruttato fin dal VI secolo dopo Cristo quando i Longobardi, niente di meno, vi introdussero le vacche di origine maremmana ed i bufali.

Oggi questa antica tradizione sopravvive con la residua attività agricola della Maccarese spa e della sua mandria di circa 3500 capi, ma anche grazie  alle decine di aziende che praticano una agricoltura con sistemi tradizionale, non intensiva, con le aziende del biologico e con le fattorie didattiche , metà di scolaresche del territorio e della Capitale che con pochi minuti di viaggio ritrovano gli antichi gesti per la produzione del latte, del burro, del miele.

Ora questa lunga premessa serve in realtà a dimostrare che se si hanno a disposizione migliaia di ettari di terreno fertile, non è detto che ci si debba per forza coltivare carote, patate, ortaggi o foraggio, ma si può facilmente pensare di realizzare un bel biodigestore anaerobico con produzione di energia elettrica da  biogas. Questo nome così complicato nasconde in realtà la realizzazione di un impianto industriale che ricevendo la frazione umida della mondezza raccolta a Roma, lo trasformi mediante un processo di digestione ad opera di batteri, in metano e in un residuo ormai inerte che può essere usato come ammendate per le colture.

Il sistema in se è un mezzo e come tutti i mezzi non è ne buono ne cattivo, il pericolo viene dalle dimensioni del progetto, nel territorio infatti sono già presenti 2 impianti  molto più piccoli, nell’ordine del megawatt di energia prodotta e funzionano con i liquami dei capi d’allevamento presenti nella zona.

Ma l’impianto progettato dall’AMA, che andrebbe a coprire una superficie di parecchi ettari per riuscire a digerire 100.000 tonnellate l’anno di mondezza, si verrebbe a trovare proprio nel mezzo della Riserva Statale del Litorale Laziale, che giornalmente sarebbe attraversata da centinaia di camion dell’AMA per portare la mondezza di Roma al digestore. Questo traffico, unito a tutti i rischi di inquinamento dell’aria e dell’acqua che un impianto di queste dimensioni comporta, oltre al rischio, anche questo serio, che l’agricoltura della zona potrebbe essere portata a coltivare mais da raccogliere e vendere per far digerire nell’impianto, invece che prodotti destinati all’alimentazione umana, tutto questo solleva più di qualche dubbio sulla validità del progetto, sulla sua sostenibilità e sul fatto che i cittadini del territorio potranno accettare,senza battere ciglio questa realizzazione.

Viene da pensare che ancora una volta si sia scelta la strada del facile guadagno piuttosto che quella della valorizzazione delle tradizioni di una comunità e del suo sviluppo nel solco che i fondatori di quella comunità hanno tracciato.

 

Sergio Spera

Un pensiero su “Maccarese, meno campi più mondezza.”

  1. Tutti i giorni aaitsissmo a roma allo scempio delle amministrazioni che concedono terreni ai costruttori e trasformano in edificabile anche gli spazi vitali,potrebbe esserci una class action contro chi si appropria dei beni comuni trasformandoli in ricchezza per pochi e scempio urbanistico ed elemento condizionante della vita collettiva,leggasi traffico,cemento,aumento delle temperature,invivibilite0 dei quartieri ecc.ecc.?

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