Archivi tag: Alessandro Borghesan

Un secolo di Leggende

Terzo e ultimo capitolo della trilogia “Il secolo dei Giganti” di Antonio Forcellino che, dopo “Il cavallo di Bronzo” e “Il colosso di marmo”, si conclude con “Il fermaglio di perla”, opera che va a completare questa serie dedicata ai tre grandi maestri del rinascimento: Leonardo, Michelangelo e Raffaello.
In quest’ultimo libro l’autore dedica le prime pagine alla fase conclusiva della vita “breve ma intensa” di Raffaello, morto a soli 37 anni a causa di “eccessi amorosi”. Vita breve che gli è bastata per lasciare ai posteri una serie di opere che hanno condizionato profondamente il mondo dell’arte; senza contare i magnifici decori che ricoprono le pareti di molti palazzi, a Roma e non solo.
Archiviata in breve la vita del pittore, nelle pagine successive Forcellino si concentra sui tumulti che colpirono l’Europa in quel tempo con protagonisti personaggi del calibro dell’imperatore Carlo V, del re di Francia Francesco I, dei Papi Leone X, Clemente VII e Paolo III e, infine, di Solimano il Magnifico, che dalla Turchia coltivava il suo sogno di conquistare Roma, forte anche della sua flotta guidata dal Barbarossa.
Alla base di questi tumulti c’era, ovviamente, la religione. La storia ci insegna che quegli anni nella prima metà del 1500 segnarono profondamente il cristianesimo, fu infatti allora che la Germania era scossa dalle proteste religiose di Martin Lutero contro la corruzione della Chiesa di Roma, senza tralasciare Enrico VIII, che dall’Inghilterra minacciava lo scisma, come poi effettivamente avvenne, e in ultimo Solimano, che più volte tentò di portare l’Islam nel continente.
Su questi avvenimenti l’autore tesse la trama del romanzo, inserendo tutti i protagonisti che presero parte a quelle vicende, anche quelli minori.
Ma può in un’opera di Forcellino mancare la componente artistica o limitare questa al solo Raffaello? Ovviamente no, e infatti dopo la morte di questo è ancora una volta Michelangelo a diventare il protagonista di questa parte del romanzo, decorando le pagine del libro con le creazioni che lo hanno consegnato alla storia più come una leggenda che come scultore e pittore.
Come nei romanzi precedenti l’autore sottolinea l’importanza che le opere di questi artisti avevano all’interno delle trattative politiche o del peso che avevano in ambito religioso, vedi il Giudizio Universale, senza dimenticare che spesso erano queste stesse opere a tenere in vita i loro creatori, basti pensare a Leonardo che era tutto fuorché un santo.
La lettura del romanzo scorre ancora una volta velocemente, complici i capitoli brevi e le vicende concentrate che difficilmente creano noia, così come anche la vita di certi personaggi che con il loro temperamento sono stati in grado di condizionare pesantemente il corso della storia.
Parlare di sorprese in un romanzo storico basato su fonti reali è difficile, certe storie però fa sempre piacere sentirle raccontare con qualche particolare in più o da un punto di vista diverso dal solito, come ci insegna l’autore le cui opere hanno spesso trattato questi personaggi.
La trilogia si è quindi conclusa ma la storia no; per chi quindi fosse interessato, è Forcellino stesso a suggerire alcune letture sugli artisti menzionati, per il resto, se volete scoprire cosa è successo dopo la fine del romanzo, di materiale per approfondire se ne trova ovunque, dalla rete alle care vecchie librerie dove sarà sempre piacevole trovare un’opera di questo autore.


Titolo: Il secolo dei giganti. Il fermaglio di perla. Vol. 3
Autore: Antonio Forcellino
Editore: HarperCollins Italia, 2020, pp. 536
Prezzo: 12,90 €

EAN: 9788869054754

Disponibile anche in ebook


Viaggi spaziali made in Italy

Da grande appassionato della fantascienza quale sono, da anni aspetto un romanzo “stellare” che mi convinca e per stellare intendo proprio ambientato tra le stelle.

Avevo provato anni fa con la “Trilogia della Fondazione” di Asimov che, per quanto bello, aveva ben poco di spaziale, lasciando così il mio desiderio inesaudito.

Capita poi di leggere tra le nuove uscite questo libro, il cui titolo è bastato per suscitare il mio interesse: “Universum. Cronache dei pianeti ribelli”, opera prima dell’autore cento per cento italiano Giorgio Costa.

La scelta è stata ben ripagata da una storia scorrevole e ben costruita, che va a sfiorare l’immaginario collettivo di questo tipo di fantascienza condizionato dal cinema senza però ricalcarne troppo le immagini.

E’ interessante il nuovo concetto di viaggio spaziale ideato dall’autore, che segue delle regole ben precise, dove oltre all’abilità dell’equipaggio nel manovrare enormi astronavi vi sono anche altri fattori che ne condizionano la direzione e la rotta, un concetto questo ribadito a più riprese in modo da mettere il lettore nell’ottica di comprenderlo a piccole dosi. Così come interessante è la struttura “politica” su cui si basa l’impero di Universum e i personaggi che ne fanno parte.

Un ulteriore punto a favore si trova nelle razze aliene che si incontrano nel corso della storia, poche ma sufficienti a dare l’idea dell’ambientazione in cui tutto si svolge.

Il protagonista principale è Tom Rivert, un giovane ragazzo dal carattere forte che dovrà fare i conti con una forza di gran lunga superiore alla sua: un impero praticamente. A lui si affiancano numerosi comprimari che lo accompagnano nella sua battaglia ricca di colpi di scena, non tutti purtroppo a lieto fine.

Se proprio vogliamo trovare qualche difetto in quest’opera dobbiamo per forza arrivare al finale, forse un po’ affrettato e che lascia aperti molti interrogativi che si trasformano in chiari indizi per un seguito a cui non manca di certo il materiale per vedere la luce in futuro.

Non nego che inizialmente mi aspettavo un romanzo diretto ad un pubblico più giovane, come forse doveva effettivamente essere; nel corso della lettura, però, questa idea è cambiata radicalmente trovando una storia matura e mai banale, adatta a tutti gli amanti del genere senza distinzione di età che va a solleticare i ricordi di storie viste in tv e al cinema, creando però ambientazioni, personaggi e idee più moderne che non fanno storcere il naso a lettura conclusa.

L’esordio di Giorgio Costa è senza dubbio positivo, lo attendiamo ora alla prova del nove nel caso in cui da questo romanzo nascerà realmente una saga, se Mondadori ha creduto in lui non ci resta che farlo anche noi.


Titolo: Universum. Cronache dei pianeti ribelli
Autore: Giorgio Costa
Editore: Mondadori (collana Chrysalide), 2019, pp. 348
Prezzo: € 19,00

EAN: 9788804713302

Disponibile anche in ebook


R.I.P. Clive Cussler, il fuoriclasse della suspense avventurosa

Prendo spunto dalla recente pubblicazione del suo ultimo romanzo intitolato “Il destino del faraone” per spendere due parole di saluto al maestro, al fuoriclasse e al creatore di numerose avventure che, per tutta la mia vita di lettore, ha accompagnato le mie giornate: Clive Cussler, scomparso il 24 febbraio, a cui va il merito di tutta la mia passione per la lettura e l’amore per il mare.

Ultimo romanzo che, neanche a farlo apposta, fa parte della serie di opere  che hanno per protagonisti Dirk Pitt e Al Giordino, i personaggi su cui l’autore ha costruito la sua fama, e la National Underwater & Marine Agency o più semplicemente N.U.M.A., l’agenzia di cui i due protagonisti fanno parte. (Agenzia poi realmente creata da Cussler e specializzata nei recuperi marittimi).

Non mi dilungherò molto su quest’opera che segue il solito filone: evento storico, tempi moderni, super-criminale, disastro marittimo, vittime da salvare e misteri da risolvere da una parte all’altra del mondo.

Per l’ennesima volta lo scrittore riesce con il suo stile a catturare il lettore nonostante la trama e l’epilogo siano piuttosto prevedibili, sfruttando la sua abilità nel creare colpi di scena mozzafiato che si susseguono pagina dopo pagina, oltre ai soliti aneddoti storici che fanno da contorno alle sue avventure senza tempo.

Ma, non solo Dirk Pitt ha fatto grande questo autore. Nel corso degli anni infatti, e con l’ausilio di altri romanzieri tra cui suo figlio, Cussler ha dato vita a più serie di opere che spaziano dall’ambito scientifico, quelle con protagonisti Kurt Austin e Joe Zavala, a quello dello spionaggio con protagonista Juan Cabrillo, passando poi recentemente ai romanzi gialli con Isaac Bell, fino ai coniugi Fargo, cercatori di tesori. Non mancano infine un paio di storie vere dove l’autore racconta le sue avventure personali nel mondo marino.

Ciò che Clive Cussler lascia ai suoi milioni di lettori è senza dubbio un patrimonio di avventure, storie, sogni e ricordi di momenti passati immersi nelle sue opere. Per nostra fortuna ce ne sono ancora parecchie in attesa di pubblicazione anche se il pensiero che prima o poi finiranno non è di certo rincuorante ma del resto tutte le belle storie finiscono.

Non è escluso che suo figlio, Dirk Cussler, tenterà di portare avanti il filone di romanzi come è già accaduto nelle ultime opere scritte a quattro mani, l’idea però di non vedere più il suo nome scritto sulle copertine farà un certo effetto.

Che dire, mancheranno i suoi personaggi, la sua ironia, le sue auto, le sue navi e i suoi mari, ma ancor di più mancherà quel vecchietto che nei momenti più impensabili dei suoi libri compariva per poche pagine a dare una mano ai protagonisti. Quel vecchietto si chiamava Clive Cussler e, come loro lo ringraziavano per il piccolo aiuto fornito, anche io voglio concludere con le sole parole che mi vengono in mente ripensando a tutto ciò che mi ha regalato: grazie maestro.


Titolo: Il destino del faraone
Autore: Clive Cussler, Dirk Cussler
Traduttore: Federica Garlaschelli
Editore: Longanesi, 2020, pp. 416
€ 19,50
EAN: 9788830454354
ISBN: 8830454354

Disponibile anche in ebook


Romanzo da battaglia

Circa un anno fa mi aggiravo per il web alla ricerca di un romanzo medievale che valesse la pena di leggere, non ci volle molto prima di imbattermi in Giovanni Melappioni con il suo “Forgiati dalla spada”. Le recensioni parlavano chiaro: era quello che cercavo. Letto e apprezzato si passa al secondo romanzo, “Temprati dal destino” perché, ebbene si, trattasi di trilogia! Divorato anche quello, concludo l’estate con l’ultimo dei tre, “Il canto della vendetta”. Ma di cosa o di chi parlano queste tre opere? Di molti personaggi, di cui i più importanti: Bertram, secondogenito di una potente casata, Reinar, guardia di un potente signore e Guibert, figlio bastardo di colui che, si può dire, è la genesi di questa trilogia: Ademar, detto il Leone.

Ed è proprio di Ademar e delle sue gesta che parla il romanzo, “Il Cavaliere del Leone” prequel, se vogliamo, o spin-off, dei tre romanzi precedenti, pubblicato a trilogia conclusa e sul quale mi concentrerò ora.

Ademar fu vassallo del Conte Helia del Maine, che visse a cavallo tra l’anno 1000 e il 1100, periodo non citato nel romanzo  ma facilmente individuabile in rete. Cosa più importante però, è che Ademar fu un grande guerriero, da cui il soprannome “il Leone”.

Come ho detto nel titolo, questo è un romanzo da battaglia perché, credetemi, è in battaglia che vi sembrerà di essere per tutte le pagine dell’opera.

A cavallo, a piedi, sanguinanti, doloranti, sudati, sporchi e chi più ne ha più ne metta, vivrete in prima persona il modo in cui un uomo solo ha messo nelle mani di un Conte la sua Contea. Se pensate però che quest’uomo fosse spinto dal senso dell’onore vi sbagliate di grosso. Perché c’è una cosa che da sempre, in ogni storia e in ogni impero, ha avuto più effetto dell’onore: l’amore. E l’amore che animava Ademar, l’amore per la bella Rohese, valeva più di un regno, più della sua vita e più di ogni altro legame. Solo la fedeltà al suo signore era in grado di mantenerlo concentrato sui suoi obiettivi. Che amore era? Questo non è possibile svelarlo qua, ma solo le pagine del romanzo potranno dirvi la verità, e non solo per chi è nuovo alle letture dell’autore, ma anche per tutti coloro che già lo hanno conosciuto con la trilogia.

La trilogia giusto, merita due parole anch’essa perché, se non l’avete letta e volete fare il percorso inverso partendo dal primo romanzo, così facendo non solo avrete un quadro completo di tutti i personaggi menzionati, ma vedrete le gesta di eroici cavalieri a suon di tradimenti, battaglie, amori, delusioni e perdite, il tutto costruito su una solida base storica.

Il giudizio è ovviamente soggettivo, credo però che, per gli amanti del genere, questa lettura offra la possibilità di scoprire il medioevo da un punto di vista più realistico rispetto a quei romanzi, belli ma fantasiosi, a cui siamo abituati. Melappioni racconta realtà, e la realtà a volte vede una spada uccidere anche il tuo personaggio preferito. Può essere questo il caso?

Cit. “Per Ademar e San Girs!”

Buona lettura.


Titolo: Il Cavaliere del Leone
Autore: Giovanni Melappioni
Editore: Youcanprint, 2019, pp. 190
Prezzo: € 16,00

EAN: 9788831649834

Disponibile anche in ebook


Il Tempo vola (e non solo per i protagonisti)

Correva l’anno duemilasei e un giovane ragazzo di ventun anni alla ricerca di una lettura avvincente chiedeva consiglio alla commessa della libreria, che prontamente gli metteva tra le mani un romanzo dal titolo piuttosto particolare: Hyperversum.

Scritto dall’autrice italiana esordiente Cecilia Randall, il romanzo conteneva gli ingredienti preferiti dal giovane ragazzo: fantascienza, storia, passione e avventura; la commessa ci aveva preso in pieno.

La lettura si rivelò più che mai coinvolgente, mentre la fantascienza si limitava ad un “semplice”, anche se imprevisto, viaggio nel tempo; tutto il resto occupava abbondantemente le numerose pagine del libro.

La trama vedeva un gruppo di ragazzi che, alle prese con un videogioco di ruolo, si ritrovavano catapultati anima e corpo nel medioevo francese dove, fino ad un attimo prima, erano semplici avatar. E’ il 1214 e la Francia è guidata dal re Filippo II, noto agli amanti della storia per il suo lungo regno, nonché per il suo operato.

Tredici anni dopo, cioè oggi, si conclude con il sesto libro della serie una saga che ha appassionato quel ragazzo ormai quasi trentacinquenne e che ancora non smette di sognare quando si immerge in quel mondo.

L’ultimo romanzo si intitola Hyperversum Unknown e narra le vicende finali dei protagonisti dei primi tre romanzi, Ian e Daniel, e dei loro figli, Marc e Alexandra, protagonisti invece degli ultimi tre libri.

La storia in breve vede i personaggi principali coinvolti nelle trame della vita di corte, a stretto contatto con il re e con i suoi luogotenenti, a suon di cavalieri, castelli, battaglie e tradimenti, oltreché di madame e messeri con le loro storie d’amore.

Non entrerò nello specifico della trama per non spoilerare tutta l’opera così ben articolata dall’autrice, ma vi dirò che, da amante della storia quale sono, questa saga partita come una lettura per ragazzi, o così almeno pensavo, si è rivelata una lettura perfetta per coloro che amano sognare ad occhi aperti e che ancora non sono sazi del medioevo e delle sue storie viste e rivisitate in mille modi diversi.

Il ritmo è sostenuto fin dalle prime pagine di ogni romanzo e come è prevedibile, visto il viaggio nel tempo, non mancano misteri e sotterfugi per nascondere verità scomode ad alcuni. I personaggi sono tutti dotati del carisma necessario per farsi amare o odiare a seconda del loro ruolo e le ambientazioni sono degne delle più belle ricostruzioni delle corti medievali.

Conscio di non essere l’unico ad apprezzare questo tipo di romanzi, mi permetto di consigliare queste letture agli amanti delle trilogie, delle saghe e più in generale a tutti coloro a cui piacciono i romanzi di fantasia, conditi con elementi reali che rendono la storia credibile e coinvolgente pur senza essere particolarmente innovativa.

Cecilia Randall, l’autrice, dal duemilasei ad oggi ha creato senza dubbio un seguito di lettori appassionati alle sue storie, che non si limitano a questa saga, ma che l’hanno vista anche spaziare nel fantasy e nel mistico con le altre opere da lei scritte. La sua dote più grande è probabilmente quella di saper creare delle letture avvincenti, povere di punti morti, dove ciò che si dà per scontato non sempre è ovvio e quando lo è, riesce comunque a sorprendere.

Ventuno, trentacinque e anche più, gli anni non contano quando esistono opere in grado di cancellare la tua età per lasciarti solo la libertà di sognare e di vivere nel mondo a te più congegnale, anche solo per pochi minuti al giorno.

Hyperversum è questo, è un romanzo, è una serie, è un videogioco, è un viaggio ed è storia.


Titolo: Hyperversum Unknown
Autrice: Cecilia Randall
Anno: 2019
Editore: Giunti (Collana Waves)
P. 480
Disponibile anche in ebook