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L’utilità dell’arte

L’artista afgano Massoud Hassani ha da oltre un anno realizzato una “sfera” ecosostenibile che, oltre ad essere stata riconosciuta come un’opera artisticamente interessante, si può impiegare nel disinnesco delle mine anti-uomo disseminate in Afghanistan come in altri luoghi del Pianeta che hanno sofferto e subito ogni genere di conflitto e dove vigliaccamente l’ingegno umano ha dato la possibilità di seminare un numero sconsiderato di mine mimetizzate nel terreno.

Una sfera realizzata in bambù e plastica biodegradabile alimentata a vento e con all’interno un chip GPS per registrare i suoi spostamenti che, nonostante il riconoscimenti del MOMA di New York, è alla ricerca di partner e donazioni per produrre la sua “opera”.

L’opera di Massoud Hassani nasce dalla sua esperienza di un’infanzia trascorsa in una Kabul in guerra e nel pericolo continuo di mettere un piede, lui e i coetanei, sullemine ogni volta che giocavano nei campi nella periferia della città.

La palla, per la sua concezione, sfrutta l’azione del vento per il suo rotolare è far esplodere una delle 30 milioni di mine ancora sepolte, cioè più di una mina per abitante, che incontra sul suo cammino.

Ogni palla costa meno di 100$ e ogni volta che riesce a far brillare una bomba perde solo una “gamba”, facilmente sostituibile con una nuova del valore di pochi dollari. Un bel risparmio confrontato al costo di bonifica di un campo minato utilizzando metodi classici che si aggira intorno ai 1200$ a bomba!

Per sostenere il progetto e scoprire di più sul Mine Kafon si può a visitare il sito ufficiale e il video del pallone anti bombe in azione.

Ogni mina distrutta, equivale ad una vita salvata!

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La superficie dell’arte

La Galleria romana ha inaugurato i suoi nuovi spazi di Via Francesco Negri, nel quartiere Ostiense con la mostra dell’artista ceco Dominik Lang, “Missing Parts” è il titolo che sancisce la sua prima personale in una galleria italiana.

Per l’occasione Lang ha progettato una installazione “site specific” su tre livelli, in funzione armonica con i nuovi e caratteristici spazi della Galleria. Partendo dagli esiti formali di un acquerello astratto di Vassily Kandinsky, il nostro cerca di introiettare la memoria visiva della storia in modo diacronico, armonizzandola nella ricerca che si espande nei nuovi territori spazio-temporali. Un’operazione, quella di Lang, che introduce una dinamica formale di sicuro impatto visivo attraverso i 63 moduli a rilievo, in gesso, divisibili e componibili, alla bisogna, in altro spazio e in modo diverso. Nella prassi operativa, che fa da sottofondo ambientale a questa installazione, la galleria è stata concepita come lo studio temporaneo dell’artista.

Nella sua rivisitazione degli aspetti formali e dinamici, intesi come reliquie del passato, rivivono, storicizzate, esperienze diverse e stratificate. Si veda, a titolo esemplificativo, la scultura-tavolo di lavoro che rappresenta una maquette compositiva di grande rilievo, dove convivono aspetti ed esperienze formali ed estetiche interdisciplinari. Il suo concetto di ambiente, fortemente influenzato da un senso del fare e del progettare di impronta neoumanistica è ravvisabile, peraltro, nei “disegni” a parete; condotti con materiali semplici come elastici e spaghi tesi a delimitare forma geometriche piane e cristalline. Esse descrivono lineari e atavici spazi della memoria collettiva: citazioni, visioni e vedute di una realtà cangiante, diversamente interpretata e fruita nelle epoche storiche che si sono susseguite. Testimonianza della continuità archetipica del pensiero pur nella discontinuità della tradizione soggettiva e intuitiva del reale.

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Dal 15 marzo al 27 luglio 2013

Roma

The Gallery Apart

via Francesco Negri 44/45

http://www.thegalleryapart.it

Orario:

dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 19.00

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Adriano Di Giacomo: Gli spazi dell’entusiasmo

Il panorama artistico e culturale romano con Adriano Di Giacomo ha perso un esponente inventivo e laborioso, come l’ha perso l’Umbria e le Marche dove spesso proponeva e realizzava iniziative con la critica e storica dell’arte Anna Cocchetti sua moglie, aperto alla conoscenza e alla valorizzazione dell’espressione artistica.

Per chi lo conosceva era facile vedere in lui l’ottimismo e la gioiosità, con il suo vezzeggiare la cadenza marchigiana che nascondeva le sue origini lucane, meno condivisi nei suoi lavori fortemente strutturalizzati in geometrie spigolose rivolte alla metropoli, in un susseguirsi di bunker e barriere inneggianti all’incomunicabilità urbana. Forme “modellate” sulle superfici pittoriche, realizzazione di spazi su piani scivolosi che facilmente conducono alla luce o all’oscurità, espressione di una chiusura pessimistica, aperti a un futuro speranzoso, spalancato verso gli altri, come testimonia il suo impegno nel quartiere e nell’insegnamento.

Può essere stato influenzato dalla frequentazione di Cesare Vivaldi o di Pericle Fazzini e formato nell’insegnamento di Enrico Crispolti, ma ora le opere di Adriano sono lì, come testimonianza del suo interloquire tra il quotidiano e l’artistico nelle sue svariate dissonanze di grigi con delle attente inserzioni di rosso, tracciate nella luminosità dell’utopia.

Il suo orientare la sua vita verso l’arte e la comunità si è conclusa con il 19° degli INCONTRI D’ARTE CONTEMPORANEA Arte/Scienza di Pace al Liceo Scientifico Statale “Ettore Majorana”, dove per anni ha insegnato, e con la mostra ISTRICE Resistenza ottomana nello Studio Poerio 16/B, lasciando il progetto di un’antologica a Senigallia.

Sabato 5 ottobre, in occasione della Giornata del contemporaneo, sarà presentata una mostra fotografica e documentaria dedicata agli “interventi d’arte urbana” di Adriano nello spazio via Poerio 16/B.

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Adriano Di Giacomo Un ricordo BIBLIETTO 

 

 

Quando l’arte non è un’isola

Lucilla Caporilli Ferro, dopo una vita impegnata perché l’arte contemporanea compiuta da molti sia di tutti, è scomparsa improvvisamente a Roma quasi un mese fa’. Fondatrice e presidente del Liart (laboratorio incontri d’arte), ha promosso lo scambio tra gli artisti di diversi paesi, credendo nell’arte come strumento di comunicazione ed è anche per questo che si è adoperata come insegnante presso il Liceo Artistico Caravillani, dove gli sarà dedicata la Sala Lettura.

Al suo ricordo è stata organizzata, nell’auditorium del Liceo Scientifico “Romita” di Campobasso, la mostra “Memento Lucillae”.

La sua ricerca era influenzata dalle geometrie semplici come si può facilmente comprendere dall’opera “Opus reticulatum” (dipinti a olio su carta), per dar vita a delle gestualità architettoniche.

Il suo impegno per l’arte andando oltre l’insegnamento e la realizzazione dell’opera, credendo nell’unione d’intenti come quando scrisse insieme ad altri artisti di varie associazione la Lettera aperta all’On.le Sindaco di Roma Walter Veltroni, aprì un dibattito sul ruolo dell’arte e la necessità di spazi per promuoverla al di fuori dei circuiti ufficializzati dalla politica del mercato.

Coniugava con positivi risultati l’arte con l’impegno sociale come nel caso della partecipazione, affianco di decine di artisti, all’installazione Il Muro. Tanti “mattoni” di ogni singolo artista contro l’incomunicabilità.

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