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Storie tra l’Olimpica Brexit

Quello che ci presenta Jonathan Coe con Middle England è l’ultimo della trilogia (La banda dei brocchi e Circolo chiuso), ma si può leggere da solo e ripercorrere, in una sorta di diario, la corsa verso la Brexit.

Coe, attraverso le vite di un gruppo di amici e parenti, da’ un affresco dell’Inghilterra dal 2010 al 2018, con salti nei ricordi degli anni ’70 e successivi, con le sofferenze personali e quelle inflitte da una Brexit presa troppo alla leggera da gran parte dei cittadini, evidenziando la contrapposizione tra i cosiddetti intellettuali e la finanza, spalleggiati da una classe media poco istruita, intenta ad organizzarsi per nuovi profitti.

Gruppi politicamente eterogenei, dove tra i Conservatori, promotori dell’uscita del paese dalla Ue, troviamo delle riflessive persone che guardano ad un comunitario interesse e tra i Laburisti appaiono individui pro Brexit solo per un’antipatia verso il vicino, cagione di ogni sventura solo perché non è un nativo di quel Regno al crepuscolo.

Un romanzo che ripropone la narrativa politica tramite la quotidianità delle persone, riscoprendosi attuale dopo l’autorizzazione della Regina a Boris “lo sfascia tutto” a prolungare le ferie ai parlamentari britannici, per avere la libertà di risolvere la Brexit a modo suo.

Nella multiculturale Birmingham, simbolo del declino industriale britannico, fa da scenario al “diario” di una difficile convivenza tra usanze e lingue.

Negli anni ’70 una mia zia, che insegnava inglese agli inglesi, trovava difficile vivere a Birmingham dove regnavano fragranze e suoni esotici, per lei che aveva sposato un polacco ed ascoltava la lirica. Così nel 2000 troviamo tra le pagine del libro di Coe cittadini che si infastidiscono nel sentire un idioma che non sia il loro ed altri che, silenziosamente, approvano il comportamento rumoroso degli xenofobi.

Un breve trattato sulla situazione sociopolitica inglese che parte dal pacato e liberale David Cameron, promotore di referendum che non pensava di perdere, allo sbruffone Boris Johnson, passando per una opaca Theresa May.


Middle England
di Jonathan Coe
Traduttore: Maria Giulia Castagnone
Editore: Feltrinelli, 201, pp. 398
Prezzo: € 19.00

EAN: 9788807033193
ISBN: 8807033194


Parole di Musica

CB Libri c'era una volta l'amore«C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo» di E. Medina Reyes non è un romanzo ma un long play alla stregua di quelli registrati dai Sex Pistol o dai Nirvana in cui le note sono sostituite da parole gridate, dissacranti, lanciate con il ritmo frenetico e cadenzato, non da una penna ma dalla mitragliatrice nelle mani di un anarchico. Seppur nella finzione letteraria l’autore riesce a far traboccare di vita i suoi personaggi: essi non sono costruiti come nella “letteratura letteraria ( … ) rigidi e deambulano per la trama come vasetti di conserva sul nastro strasportatore di una fabbrica” cioè se “sono buoni e cattivi allo stesso tempo – hanno un modo inequivocabile di esserlo”. Nel protagonista ci sono tutte le contraddizioni che potrebbe avere un essere umano se si permettesse di ammetterle, e se ovviamente riuscisse ad esprimerle alla maniera di Kurt o di Vicius. Il protagonista si presenta subito: “Mi chiamo Rep, diminutivo di Reptil (…) Sono alto un metro e ottantatrè peso ottantuno chili (…), ho gli occhi neri e infossati che paiono due canne di fucile pronte a sparare, la bocca sensuale e una verga di 25 centimetri nei giorni più caldi”.

Rep si muove tra Bogotà e la Città Immobile; Rep ha un occhio sempre rivolto a New York, città alla quale sente di appartenere e alle star che ama. In “C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo” E. Medina Reyes in meno di 200 pagine parla del rimpianto amore di Rep per “una certa ragazza” e della sua vita inquieta e stretta nel suo paese e del suo di sentire che il lettore potrebbe banalizzare o stigmatizzare. E perché, no? In fondo, come esprime l’autore, i media per comunicare la morte di Kurt al pubblico ha fornito stupide interviste dalle quali trarre solo il rotocalco drammatico delle possibili cause delle fine prematura dell’artista. Personaggi di un romanzo o uomini fatti star che vengono trasformati in personaggi. Indagare più a fondo vuol dire superare il limite di quella superficie che per il mondo non avrebbe senso: in fondo “nessun mondo sarà sommerso da lacrime che non abbiamo mai visto scendere per un dolore che mai nessuno ha condiviso”.

Sentimenti concreti e reali espressi in una maniera semplice portano il lettore che naviga nella trama grunge ad assaporare momenti unici di profondità e poesia. La chitarra invisibile di Kurt, il percepire dell’artista in “bilico su un sottile steccato” che lo isola nel suo percepire e vivere il quotidiano. Ma l’autore incita: “Come as you are” vieni come sei, mettiti a nudo, fottitene del resto e lì comprenderai l’esistenza: “il peggior delitto è fingere”.

“Per vedere le mie cicatrici e ascoltare il mio cuore bisogna pagare il biglietto (…)” da qui lo splendido romanzo: acquistatelo, ma per favore leggetelo anche con il vostro occhio invisibile.

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C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo
(Musica dei Sex Pistols e dei Nirvana)
di Efraim Medina Reyes
Traduttore: G. Maneri
Editore: Feltrinelli, 2008, pp. 173

EAN:9788807720475

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https://www.youtube.com/watch?v=bucVwI0RfEg
https://www.youtube.com/watch?v=1G8V6ta9Auk&start_radio=1&list=RD1G8V6ta9Auk&t=0

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