
Dal 28 maggio all’11 giugno 2026 lo spazio Storie Contemporanee – Studio Ricerca Documentazione di Roma ospita Senza UTOPIA non c’è Futuro – Per un Domani sostenibile, una ricognizione documentaria a cura di Anna Cochetti che riporta al centro del dibattito culturale il ruolo dell’utopia come strumento necessario per immaginare il futuro.
La mostra, diretta artisticamente dall’architetto Cesare Rocchi e accompagnata dal progetto grafico e dall’allestimento di PUNTO Studio | Andrea Rosicarelli, propone una rilettura critica di una serie di progetti architettonici sviluppati nei primi anni Duemila all’interno di un’esperienza di ricerca condivisa tra Rocchi, collaboratori e studenti.
L’inaugurazione è prevista per giovedì 28 maggio 2026, dalle ore 18.00 alle 20.00, negli spazi di Via Alessandro Poerio 16/B, nel quartiere Monteverde a Roma.
In un presente segnato da crisi ambientali, disuguaglianze sociali e crescente perdita di visione collettiva, Senza UTOPIA non c’è Futuro si interroga sul significato contemporaneo dell’utopia e sulla possibilità di recuperare una dimensione progettuale capace di guardare oltre l’emergenza.
Attraverso disegni, materiali di studio, documenti progettuali e testimonianze, il percorso espositivo riporta alla luce esperienze elaborate oltre vent’anni fa, dimostrandone oggi la sorprendente attualità.
Più che una semplice mostra retrospettiva, l’esposizione si configura come una riflessione sul ruolo dell’architettura nella costruzione di scenari sostenibili, condivisi e culturalmente responsabili. L’utopia non viene presentata come evasione dalla realtà, ma come strumento critico capace di orientare il presente verso possibilità ancora aperte.
Nel testo che accompagna il progetto, Cesare Rocchi sottolinea proprio questo valore etico e collettivo dell’immaginazione:
“I giovani della mia generazione hanno vissuto un sogno collettivo che li ha resi empatici […] nell’indirizzare la propria vita verso un obiettivo degno. […] Dopo tanti anni il nostro prodotto poteva risultare datato, ma a me appare fortemente attuale… nel riproporre le nostre ‘utopie’, in un momento in cui la cultura occidentale appare decadente perché ha rinunciato ad esse.”
Parole che restituiscono il senso più profondo della mostra: riaffermare il diritto al pensiero progettuale e alla visione come forme di responsabilità culturale.
I lavori esposti furono realizzati nei primi anni del nuovo millennio e presentati all’epoca in mostre e manifestazioni ufficiali. Oggi vengono riproposti in una nuova chiave documentaria che consente di coglierne non soltanto il valore storico, ma anche la capacità di dialogare con le urgenze del presente.
La mostra evidenzia soprattutto il carattere collettivo dell’esperienza didattica promossa da Rocchi: un laboratorio aperto fondato sul confronto continuo tra docente, collaboratori e studenti, nel quale l’architettura veniva interpretata non soltanto come disciplina tecnica, ma come pratica critica e culturale.
Disegni, plastici, appunti e materiali di ricerca restituiscono così il clima di una stagione progettuale che vedeva nell’utopia una concreta possibilità di trasformazione sociale e ambientale.
Accanto a Cesare Rocchi partecipano numerosi collaboratori e architetti che hanno condiviso quel percorso di ricerca: Roberto Mataloni, Filippo Schiavetti Arcangeli, Lidia Desiderio, Alessandro Fucà, Andrea Vanni, Andrea Rosicarelli, Roberto Gregori, Paolo Magrini, Silvana Schipani, David Guidani, Giorgio Dimitriu, Laura Pane, Maria Rita Falleti e molti altri.
Fondamentale è anche la presenza degli allievi che presero parte all’esperienza formativa e progettuale, contribuendo con elaborati, visioni e ricerche che oggi costituiscono il cuore della mostra. La loro partecipazione restituisce l’immagine di una comunità creativa costruita nel tempo attraverso il dialogo, la trasmissione del sapere e la condivisione di ideali comuni.
La mostra si concluderà giovedì 11 giugno 2026 con un finissage previsto dalle ore 18.00 alle 20.00. In quell’occasione sarà presentato anche il Quaderno di documentazione realizzato da Storie Contemporanee, pubblicato in tiratura limitata, numerata e firmata.
Il volume raccoglierà testi, immagini e materiali legati all’esposizione, trasformandosi non soltanto in memoria dell’evento, ma anche in uno strumento di riflessione sul rapporto tra progettazione, cultura e futuro sostenibile.
In un tempo che sembra aver smarrito la capacità di immaginare il domani, *Senza UTOPIA non c’è Futuro* ricorda come il pensiero visionario possa ancora rappresentare una forma concreta di resistenza culturale e di responsabilità verso il presente.
