
Una mostra immersiva dove le immagini appaiono e scompaiono tutt’intorno al visitatore, guidate dalla voce narrante di Massimo Wertmüller, per raccontare le storie di tanti missionari italiani nei cinque continenti.
Non solo opere di evangelizzazione, ma anche un impegno concreto nella costruzione di scuole, ospedali, centri di formazione e sostegno per le comunità locali e per i migranti italiani nel mondo.
Un grande planisfero che si illumina, linee di luce che uniscono l’Italia al mondo intero, voci e immagini che narrano partenze, incontri e speranze.
È questa l’atmosfera che, dal 3 ottobre al 16 novembre 2025, accoglierà i visitatori della mostra immersiva “Come Ponti sul Mondo – Storie di Vita, Racconti di Missione”, allestita nel Complesso di Santo Spirito in Sassia a Roma.
L’esposizione nasce in occasione del Giubileo dei Migranti e del Mondo Missionario ed è promossa dalla Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) e dalla Fondazione Migrantes.
Non una semplice mostra, ma un’esperienza sensoriale e narrativa che intreccia la storia delle missioni cattoliche italiane con quella, ancora viva, delle comunità di emigrati in tutto il mondo.
Il percorso si sviluppa secondo due linee complementari:
- La prospettiva geografica, che abbraccia i cinque continenti e racconta la presenza italiana all’estero – oggi oltre sei milioni di persone.
- La prospettiva storica, che ripercorre più di un secolo e mezzo di viaggi e missioni, dal secondo Ottocento fino ai giorni nostri.
Il risultato è un racconto corale fatto di missioni, parrocchie, scuole, oratori e centri di accoglienza che, in ogni angolo del mondo, hanno accompagnato gli italiani emigrati in Europa, nelle Americhe, in Africa, in Asia e in Oceania.
La voce di Massimo Wertmüller guida i visitatori in un viaggio nel tempo e nello spazio, evocando figure che hanno segnato la storia della Chiesa e della solidarietà verso gli emigranti:
da Vincenzo Pallotti a Geremia Bonomelli, da Giovanni Battista Scalabrini a Luigi Guanella, fino a Francesca Saverio Cabrini, patrona degli emigranti e prima italiana naturalizzata statunitense.
Accanto a loro, emergono le storie di tanti missionari e missionarie meno noti, ma non meno importanti: sacerdoti che negli anni Cinquanta sostennero la stampa italiana in Germania; religiose che fondarono orfanotrofi in Brasile; laici che diedero voce ai migranti con radio cattoliche in Belgio; e operatori che, più recentemente, hanno avviato progetti di solidarietà in Russia e in altre aree di crisi.
La mostra compone un grande mosaico di esperienze: dalle richieste di assistenza arrivate dalle miniere dell’India agli oratori costruiti nel Nord Europa, dalle parrocchie nate in Marocco ai corsi di lingua organizzati in Svizzera.
Non è solo un viaggio nel passato: le immagini contemporanee ricordano che ancora oggi centinaia di missionari italiani sono presenti nei luoghi più fragili del pianeta, accanto alle comunità locali e ai migranti.
In questo contesto, la scelta di un allestimento immersivo e multimediale assume un significato profondo.
L’esperienza sensoriale invita a riflettere sulla capacità dell’arte contemporanea di farsi ponte tra culture, linguaggi e generazioni: potrebbe essere un’altra occasione di dialogo e di comprensione.
Un’arte che non costruisce muri, ma li utilizza solo per appendere opere e raccontare storie.
Le tecnologie visive e sonore diventano così strumenti di dialogo e di empatia, capaci di rendere universali le storie dei migranti e dei missionari.
Per chi non potrà visitare Roma, sarà disponibile un video omaggio al MEI di Genova, mentre una campagna nelle metropolitane di entrambe le città inviterà il pubblico a partecipare a questa esperienza.
“Come Ponti sul Mondo” non è solo un’esposizione: è un invito a riflettere sul ruolo delle missioni nell’accompagnare le comunità italiane all’estero e nel dialogo con i migranti che oggi arrivano in Italia.
È anche una riflessione sull’arte come linguaggio condiviso, capace di unire memorie e identità diverse, per costruire insieme le pagine del presente e del futuro.
Informazioni
dal 3 ottobre al 16 novembre 2025, ore 10-18
Complesso Santo Spirito in Sassia (Borgo Santo Spirito, 3 – Roma)
• Ingresso: libero
