Nobushige Akiyama – Hikari

  • di Stefania Severi

La mostra, a cura di Lavinia Venturi e promossa dell’Associazione Canova 22, è stata concepita in modo da sottolineare l’importanza della fase esecutiva dell’opera d’arte, come del resto suggerisce la circostanza che è allestita in uno spazio di lavoro dove un tempo le ceramiche e i bozzetti in argilla realizzati dal Canova venivano cotti. Le opere di Akiyama si basano tutte su una lunga esecuzione che parte dalla preparazione della materia prima, la carta fatta a mano, washi, come base del lavoro definitivo. In specifico egli la realizza lavorando la corteccia del gelso che dà vita ad un tipo di carta che prende il nome di Kozo. In tale processo Akiyama inserisce il concetto di Hikari, Luce, che sottolinea la sacralità dell’intera operazione artistica.

Il percorso espositivo si articola presentando una serie di opere che vanno dal kimono in carta ai calchi di volti, ai lavori che mettono in luce le possibilità trasformative dalla carta stessa. Il tutto ci conduce all’opera finale, nello spazio dell’antica fornace. Per questo luogo Akiyama ha ideato una installazione site-specific che, attraverso elementi di carta impalpabili ma estremamente dinamici, simula l’effetto delle fiamme.

Akiyama ha una formazione sia orientale, con studi specifici a Tokyo, sia occidentale, con studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, e continua a lavorare ed esporre in entrambi i paesi. La sua eccezionale bravura tecnica nella lavorazione della carta gli ha meritato il titolo di Ambasciatore di Mino, la città giapponese che ha il suo equivalente nella nostra Fabriano. 


Nobushige Akiyama – Hikari
Dal 7 al 31 maggio 2026

Antica Fornace del Canova
via Antonio Canova 22
Roma

A cura dell’Associazione Canova 22


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