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Conflitti: L’Infanzia Sotto Assedio

Nel 2023, oltre 473 milioni di bambini vivevano in zone di conflitto, quasi il doppio rispetto agli anni ’90. Il 2024 ha registrato un picco di 41.370 gravi violazioni contro i minori, tra cui uccisioni, mutilazioni, violenze sessuali, reclutamento forzato, rapimenti e attacchi a scuole e ospedali.

La narrazione che considera i bambini come semplici “danni collaterali” è ormai insostenibile. Le evidenze mostrano come i minori siano diventati obiettivi diretti o strategici, colpiti per spezzare il tessuto futuro delle società nemiche. Questa logica spietata si traduce in pratiche sistematiche: rapimenti, rieducazione forzata, uso della fame come arma, reclutamento di bambini soldato e, sempre più spesso, mutilazioni deliberatamente inflitte per terrorizzare e annientare psicologicamente intere comunità.

In Ucraina, migliaia di bambini sono stati deportati in Russia e Bielorussia. Molti di loro hanno subito rieducazione forzata, naturalizzazione e adozioni coatte, in violazione del diritto internazionale. La Corte Penale Internazionale ha emesso mandati d’arresto contro Vladimir Putin e la commissaria russa per i diritti dei bambini.

A Gaza, la crisi umanitaria ha raggiunto livelli estremi: in soli 18 giorni, oltre 2.300 bambini sono stati uccisi. La popolazione civile, in particolare i minori, soffre gravemente per mancanza di acqua, cibo, cure mediche e rifugi sicuri. Il blocco degli aiuti e l’uso della fame come arma di guerra sono pratiche documentate e condannate dal diritto internazionale.

Il fenomeno dei bambini soldato è in allarmante espansione. Oltre 337 milioni di minori vivono oggi in aree a rischio di reclutamento da parte di forze armate e gruppi armati — un numero triplicato negli ultimi trent’anni. Solo nel 2020, sono stati registrati quasi 8.600 casi di reclutamento e utilizzo di minori. Povertà, guerra e mancanza di accesso all’istruzione rendono i bambini particolarmente vulnerabili. I gruppi armati offrono una falsa promessa di “scuola”, che spesso si rivela essere un addestramento militare con brutalità e indottrinamento politico e religioso. In molti casi, i bambini vengono anche mutilati, come punizione o per impedirne la fuga.

Al di là di Gaza, fame e malnutrizione sono strumenti silenziosi ma letali usati in molti conflitti. In Sudan e Sud Sudan, le crisi alimentari sono aggravate da blocchi degli aiuti e tattiche belliche che colpiscono deliberatamente le scorte di cibo. In Yemen, dopo otto anni di guerra, oltre 11 milioni di bambini necessitano di assistenza, e 1,8 milioni soffrono di malnutrizione acuta. In Afghanistan, il 97% delle famiglie fatica a garantire un pasto quotidiano.

Dalle deportazioni in Ucraina ai blocchi umanitari a Gaza, emerge una strategia cinica: colpire i bambini per distruggere l’identità e il futuro delle popolazioni avversarie. I minori diventano bersagli perché rappresentano la prossima generazione, e il loro annientamento rende ogni prospettiva di pace più lontana.

Acqua benevola di vita o malevola matrigna

Il sesto Obiettivo del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo è dedicato all’Acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari, affinché non ci sia più una persona su tre senza servizi igienici, perché le popolazioni senza Acqua pulita e servizi igienico-sanitari sono maggiormente vulnerabili ad ammalarsi e a morire.

Nelle baraccopoli africane come in quelle sudamericane, nei campi profughi come a Gaza, i bambini giocano tra acque stagnanti e senza Acqua potabile e servizi igienici.

Si muore sia per mancanza di Acqua che per la sua eccessiva presenza, ma non tutti sono consapevoli di cosa vuol significare avere o non avere l’Acqua.

Una mostra dedicata all’Acqua come elemento di vita, ma anche come motivo di conflitto, non ad un l’utilizzo metaforico come strumento per lavare la propria immagine incrinata da qualche discutibile precedente comportamento, ma come momento di riflessione di quanto una minoritaria parte dell’umanità ha tanta acqua da potersi permettere di sprecarla e quante persone ne soffrono per sua mancanza.

L’Acqua attraverso le opere di una ventina di artisti, dal figurativo all’astratto, che hanno usato la pittura, la terracotta, la fotografia, l’assemblage, le performance e il video, per rappresentarla benevola come fonte di vita o una malevola matrigna come causa di alluvioni e conflitti.

Artisti come Carlo Ambrosoli, Elisabetta Bertulli, Gregorio Gumina e Tiziana Morganti, in un alternarsi di drammaticità e di mito, propongono l’Acqua come ostacolo per raggiungere un luogo ideale, come un’isola, per ricostruirsi una vita.

Claudia Bellocchi, il binomio DESART2 (Alessandra Degni – Simona Sarti), Ada Impallara, Giacomo La Commare e Bianca Lami, propongono una narrazione astratta, per offrire una visione di un’Acqua tumultuosa o placida, attraversata dalla luce o dalla tenebre che rasentano impressionismo.

Luigi M. Bruno, con segni fluidi, offre una lettura dell’Acqua sia di vita che di conflitto e secondo la sponda da cui si guarda, mentre l’acquerello di Alessandra Parisi, da una visuale aerea, propone un fiume che scorre tra piante, la cui tranquillità viene interrotta dalla bellicosa opera dell’uomo.

Bruno Menissale e Cosetta Mastragostino, sembrano affrontare l’apparente immobilità dell’Acqua di una laguna, il primo con plumbee atmosfere, mentre la seconda, con le cromaticità del verde, sono delle piante ad uscire dallo spazio del racconto.

Eclario Barone propone le luci e le ombre, con la cripticità dell’Acqua e si contrappone alla narrazione del fiume conteso nell’opera descrittiva di Massimo Napoli, mentre Tania Kalimerova, delicatamente, affronta la tematica della siccità.

La morbidezza della ceramica di Elizabeth Frolet dialoga a distanza con il lavoro di Daniela Passi, non tanto perché sembra scaturire da reminiscenze Dadaiste, ma per la capacità onirica di rimaneggiare e assemblare oggetti del quotidiano, come nella fluidità delle forme nel narrare.

Le fotografie di Toni Garbasso e di Graziella Reggio sono delle testimonianze immaginative dell’Acqua, la prima nel suo fluire in un’ambientazione crepuscolare, mentre la seconda è avvolta in un’atmosfera melanconica, con la nebbia che avvolge il ponte e la natura e sembra presagire alla siccità.

I video di Eleonora Del Brocco, Daria Lior-Shoshani e Chantal Spapens, passano dal documentario-reportage alla fiction, sino alla testimonianza poetica e performativa.


ACQUA
di vita – di conflitto
Dal 12 ottobre 2024 al 10 gennaio 2025

Con le opere degli artisti:

Carlo Ambrosoli, Eclario Barone, Claudia Bellocchi, Elisabetta Bertulli, Luigi M. Bruno, Eleonora Del Brocco, DESART2 (Alessandra Degni – Simona Sarti), Elizabeth Frolet, Toni Garbasso, Gregorio Gumina, Ada Impallara, Tania Kalimerova, Giacomo La Commare, Bianca Lami, Gianleonardo Latini, Cosetta Mastragostino, Bruno Menissale, Tiziana Morganti, Massimo Napoli, Alessandra Parisi, Daniela Passi, Graziella Reggio, Daria Lior-Shoshani, Chantal Spapens

Inaugurazione il 12 ottobre 2024 alle ore 10.00
Presso la Fondazione MAGIS ETS in via degli Astalli, 16 a Roma

Orario: dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 17.00
Per informazioni e su appuntamento:
tel. + 39 06 69 700 32
michisanti.p@fondazionemagis.org

Nell’ambito di Arte solidale e in collaborazione con il collettivo Artisti Oltre i Confini
a cura di Gianleonardo Latini