Torquato Tasso fu un grande poeta, scrittore e drammaturgo vissuto nella seconda metà del ‘500 e celebre per essere stato l’autore della “Gerusalemme Liberata”. E’ sepolto a Roma nella chiesa di Sant’Onofrio dopo aver vissuto gli ultimi giorni della sua vita tormentata nell’adiacente monastero.
La chiesa ora ricade nel territorio del Rione Trastevere mentre un tempo era situata in un’area extraurbana in quanto le mura Aureliane recingevano il rione secondo il percorso Porta Settimiana, Porta San Pancrazio, Porta Portese; la zona tra il Gianicolo e il Tevere era fuori delle mura finché nel ‘600 Papa Urbano VIII Barberini ampliò la cinta muraria collegando Trastevere a Borgo con una serie di bastioni lungo il crinale del Gianicolo; furono inglobate nella città tutte le abitazioni che nel frattempo si erano estese lungo la via della Lungara, che collega la Porta Settimiana in Trastevere con la Porta Santo Spirito in Borgo, e che si era arricchita di chiese, monasteri e di due palazzi principeschi alle estremità, Palazzo Salviati e Palazzo Riario poi Corsini.
L’edificio religioso nacque nel 1419 come eremo fondato dal Beato Nicolò da Forca Palena e fu trasformato in chiesa con lavori che iniziarono nel 1439 e che durarono per anni specialmente per quanto riguarda l’arredamento interno che contiene opere prodotte tra il ‘500 e l’800.
Alla chiesa, che è adiacente all’ospedale Banbino Gesù, si accede con
una scalinata che porta ad un prato con una fontana, su due lati si svolge un portico con lunette decorate ritenute opera giovanile del Domenichino; in fondo al portico sorge una piccola cappella intitolata alla Madonna del Rosario, sul davanti una lunetta con “Sibille” dipinte da Agostino Tassi, all’interno pitture settecentesche con finti sfondi architettonici e sull’altar maggiore una “Natività” di Francesco Bassano il Giovane.
L’interno della chiesa è a navata unica con cinque cappelle laterali, l’abside è interamente coperto di affreschi spartiti in tre registri e attribuiti al Peruzzi forse in collaborazione con il Ripanda.
La prima cappella a destra contiene una “Annunciazione” di Antoniazzo Romano, nella seconda affreschi di G.B. Ricci da Novara e sull’altare una “Madonna di Loreto” assegnata ad Annibale Carracci o alla sua scuola, nella terza a sinistra un dipinto del Domenichino nel monumento funebre del Cardinal Sega; nella prima, ampliata durante il pontificato di Pio IX, la tomba del Tasso, opera ottecentesca di Giuseppe Fabris, con ritratto del 1608 e arricchita da una lampada votiva di Duilio Cambellotti.
Dovunque nella chiesa lapidi e sepolcri di varie epoche, tra loro anche la lastra tombale del fondatore Beato Nicola; anche la sacrestia è ricca di dipinti ed affreschi. Per un piccolo andito si passa in un chiostro rettangolare, della metà del XV secolo, a doppio ordine con colonnine antiche ed archi a tutto sesto, le lunette rappresentano scene di vita di Sant’Onofrio e sono state dipinte in occasione del Giubileo del 1600; quattro sono opera del Cavalier d’Arpino le altre dello Strada e del Ridolfi.
Nel convento ha sede il Museo Tassiano con cimeli e ricordi del poeta. Proseguendo sulla strada che porta al Gianicolo si incontra, sulla sinistra, la “Quercia del Tasso” resti di un albero sotto il quale soleva riposare il poeta.

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Chiesa di Sant’Onofrio al Gianicolo
piazza di Sant’Onofrio, 2
Roma (Trastevere)
Informazioni:
tel. 06/6864498
Apertura della Chiesa
Lunedì-Venerdì / ore 9:00 — 13:00
Domenica / ore 9:00 — 12:00
Chiesa chiusa nel pomeriggio
Orari Santa Messa
Domenica e giorni di precetto
ore 12:00 celebrazione eucaristica
Gli orari possono subire cambiamenti. Si suggerisce di verificare contattando la chiesa
Nota | Note
In questa Chiesa
non si celebrano i matrimoni
Marriages are not celebrated
in this Church
La Chiesa è chiusa in agosto
The Church is closed in August
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La chiesa di San Pancrazio si trova appena fuori della cinta delle mura gianicolensi, oltre l’omonima porta; di origine antichissima fu fatta costruire all’inizio del VII secolo d.C. da Papa Simmaco e dedicata a San Pancrazio, giovinetto cristiano morto martire nel 304 durante la persecuzione di Diocleziano. Sotto la chiesa si trovano delle catacombe, piuttosto povere, dove era sepolto il martire il cui cranio è ora conservato in chiesa, nella navata destra, in una teca nel muro.
Secondo la tradizione l’Apostolo fu crocifisso nell’Ager Vaticanus, praticamente dove ora sta la Basilica, ma una leggenda secondaria lo da invece ucciso in una parte del Gianicolo in seguito definita Mons Aureus da cui prende il nome la chiesa di San Pietro in Montorio.
è a pianta circolare contornato da dodici colonne doriche ed è sovrastato da una cupola a costoloni: l’interno è diviso in due parti, nella superiore una statua cinquecentesca di S. Pietro, nell’inferiore episodi della vita del Santo in stucco ed un foro che la devozione ritiene trattarsi del luogo dove fu infissa la croce dell’Apostolo.
Chiesa di San Pietro in Montorio
Grosso modo a destra e a sinistra della basilica di Santa Maria in Trastevere si trovano due chiese abbastanza simili per aspetto e per buona parte della loro storia: San Callisto e Sant’Egidio. La prima si trova nell’omonima piazza e sorge sul luogo dove per tradizione si ritiene sia stato martirizzato San Callisto Papa, ucciso e gettato in un pozzo durante tumulti anticristiani intorno al 220 d.C.. Si ha notizia di un originario oratorio edificato durante il pontificato di Papa Gregorio III nell’VIII secolo e più volte restaurato nel corso del medioevo.
L’altra chiesa, Sant’Egidio, si trova nell’omonima piazza ed ha anch’essa una storia molto antica; in un documento di Callisto II del 1123 risultano nella zona due chiesette citate come S. Lorenzo de Curtibus e S. Biagio de Janiculo, in seguito è nota la chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano di proprietà della Confraternita dei Calzolai.