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Niente leggiadria quando a salvare il mondo è il dollaro

Il “Salvator Mundi” opera (presunta) di Leonardo è stata venduta per 450 milioni di $ ovviamente ad un anonimo e quindi è diventata invisibile perché un museo avrebbe avuto tutto l’interesse a pubblicizzare l’acquisto….
Che dire? Una piccola sconfortante considerazione: ormai viviamo in una società incapace di creare non dico il Bello e l’Assoluto, ma di creare comunque, una società arida che vive nella violenza come unica affermazione dell’individuo e nell’acquisizione dei beni materiali (soldi e potenza), e quindi non può far altro,come un vecchio ricco e impotente, che comprare la bellezza, la giovinezza dello spirito, la pura creatività.
Non rimane, come in un agone sportivo, che la gara all’asta a chi spende di più ricevendone encomi, applausi (e invidia)!
L’unica arte vera e concreta dei nostri tempi? Il restauro, non resta che restaurare tutto, ma proprio tutto: ogni cosa che appartiene al passato, anche mediocre e di maniera, viene tesaurizzata e ammirata come testimonianza di un’epoca aurea e leggendaria…
L’uomo ha venduto, da tempo,la sua anima,al Dio Denaro e alla sua arida logica. Non resta che raccogliere tracce e reperti del passato e metterli in cassaforte… E pensare che in altri tempi non ci si pensava una volta a buttar giù una scultura,un palazzo, a coprire un affresco per l’urgenza del nuovo talento.. e nessuno si sognava di gridare al misfatto!

Kounellis: “pittore che non sa disegnare”

Arte LMB Kounellis aA proposito della recente scomparsa dell’artista greco Jannis Kounellis… aldilà della necessaria considerazione per la persona e la sua coerenza umana e politica, non posso non criticare come già detto in molte occasioni per gli artisti della cosiddetta “arte povera” quanto sia stato responsabile e decisivo il suo apporto come personalità riconosciuta nel dilagante ed invasivo equivoco su questa tematica assai controversa!… Non ho mai condiviso l’entusiasmo e l’ammirazione per questa corrente che ormai imperversa da molti decenni creando ancor più (se ce ne fosse bisogno) confusione e incertezza sui fondamentali valori dell’opera d’arte… Molti nomi “importanti” hanno influenzato in modo decisivo il mercato e la diffusione dell’arte determinando valutazioni per me assurde su opere molto ma molto discutibili!…
Ancora una volta, me ne dispiace, devo far da controcanto alle eccessive riverenze verso un artista e una pretesa arte che, ripeto, è responsabile di aver depistato la già confusa qualità del comune osservatore traviando una critica intellettualmente presuntuosa e arrogante che ha sempre tacciato di superato formalismo accademico ogni appunto rivolto all’ arte “povera”, anzi poverissima… Rileggete quello che ha detto e scritto Vittorio Sgarbi sull’argomento, personalità pur discussa e per altri versi discutibile, ma che in questo caso approvo totalmente… e se volete sorridere un pò il capitoletto sull’arte “povera” nel libro di Pablo Echaurren “Controstoria dell’arte”!

L’opera totale nella ricerca di Ugo Bongarzoni

arte-lbm-ugo-bongarzoni-2Nella ricerca intensa, appassionata di Ugo Bongarzoni c’è il fervore e la pienezza di raccontare e raccontarsi tutto. C’è l’urgenza delle entusiasmanti scoperte: il Mito, la favola eterna dell’uomo e dei suoi sogni.
Dovrei dire ricerca essenzialmente pittorica, ma anche plastica, materica, tanta è la necessità dell’artista di usare l’elemento tridimensionale, l’oggetto, l’apporto massiccio e continuo del bassorilievo e del mosaico, dell’intarsio o del collage, come se l’esclusivo uso del segno e del colore non bastasse ad andare fin nel profondo dell’idea.
L’artista coniuga la materia e il colore in un sovrapporsi di elementi che rimanda ad antiche tradizioni di nobili artefici, coloro che nell’opera individuavano la totalità di tutte le esperienze percettive e cognitive.
L’opera di Bongarzoni trascende le rarefazioni e le eleganze formali legate ad un unico itineris.
Nell’artista c’è lo slancio di comunicare l’intuizione di un mondo rivelato, un sogno che si manifesta con la misteriosa prepotenza quasi della necessità profetica.
arte-lbm-ugo-bongarzoni-3E attraverso il tripudio cromatico, la generosità dinamica di una struttura complessa eppur felicemente armonica perché ogni sua parte si completa e si richiama in un tutt’uno, si realizza infine nell’artista il concepimento dell’opera totale, epopea e proclama di una indiscussa fede nell’uomo e nella sua inesausta necessità di capire e trasformare il mondo nel miracolo del suo molteplice manifestarsi.

Luci in fondo alla notte

arte-lmb-sabrina-carletti-5118253_body_maps_01L’urlo e il silenzio, notti e fuochi improvvisi, gelo di solitudini e amoroso furore nello stringersi al nodo carnale, intimo senso e appartenenza nell’umano ritrovarsi, circondati da tenebre e penombre siderali, là dove nel cuore dell’oscurità il seme dell’uomo getta il miracolo del suo dolce e straziante esistere.

Così nella pittura di Sabrina Carletti, nella pena corporea di mani e occhi come ciechi cercarsi, così nei crepuscoli di deserte stazioni, grumi notturni di città desolate o nel loro tiepido albeggiare, vive e germoglia la sua forte matrice espressionista, il senso e la fede profonda, viscerale, del proprio vissuto come ragione e nuce di un mondo ora lontano e misterioso come remota costellazione, ora vicino e annodato fin negli umori della nostra pelle.arte-lmb-sabrina-carletti-4328215_copia_di_dis-velo

I grigi azzurrati, ferrosi, solcati da segni crudeli come ferite, così come i caldi accenti di vermigli e terre sono sapienti, consapevoli distillati di una cottura alchemica intima e oscura, là dove nel segreto del suo cercarsi l’artista fà del suo racchiuso orizzonte spazio e respiro di un cerchio più vasto, là dove la pena del proprio esistere si fà germe e concepimento d’universale comprensione.

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Arte Astratta- Arte Distratta 2

arte_astratta_distrattaA proposito della pittura astratta, ancora è in auge la logora e sciocca frase dell’ignaro spettatore; “….Ma questo saprei farlo anch’io!”.
Si deve dire che sì, nel passato e forse ancor più oggi, eserciti di mediocrissimi pseudoartisti si sono rifugiati furbescamente in un “astratto” pasticciato, sciatto e volgare, avvalorando l’antica frase di Nietsche a proposito dei falsi profeti; “…che intorbidano l’acqua del catino perché sembri più profonda…”.
Ma noi sappiamo bene che tutti i grandi astrattisti hanno avuto trascorsi figurativi di alta qualità, esperienza e maturità artistica a tutta prova.
L’astratto non è il “refugium peccatorum” degli incapaci, né il gioco aleatorio di chi ancor oggi tira a stupire l’impreparato spettatore.
Se c’è una ricerca che va nel profondo è la ricerca dell’astrazione, essa non è il puro e semplice pretesto di chi è inadeguato per la Realtà ma, al contrario, è il massimo dell’attenzione per il fenomeno, è un Realismo che va oltre la superficie illusoria delle cose, indagando fino alle ultime conseguenze moventi, connessioni e forze che sono alla radice degli eventi universali, perché sappiamo bene che in ogni frammento, pur apparentemente insignificante, si cela il senso e la ragione del Tutto.
Perché le leggi dell’Assoluto si manifestano allo stesso modo nell’infinitamente piccolo come nell’infinitamente grande.

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Dello stesso argomento:

ARTE ASTRATTA E ARTE DISTRATTA 1

DISINCANTATA RIFLESSIONE SU CERTA ARTE CONTEMPORANEA

EVOCAZIONE ED AMBIGUITÀ NELL’OPERA D’ARTE

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