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ITINERARI DI CONTROINORMAZIONE POETICA

tracciati da
SARINA ALETTA
“COMUNISMO ADDIO?”
DOMANDA UNIVERSALE DI STEFANIA PORRINO

Ecco uno spettacolo
come si sarebbe detto un tempo
di bruciante attualità.
Una definizione che oggi sembra in disuso
mentre imperversa la moda
di stravolgere onesti testi classici
nell’intento di attualizzarli.
L’ultima “trovata” che mi è rimasta impressa
è una nuova edizione del “Rigoletto” di Verdi
ambientato in manicomio r
Che dire e che direbbe il grande Giuseppe
Se è vero che manie vizi e passioni
non mutano nel tempo
primo fra tutti quel piacere squisitamente
maschile che è il gioco demenziale della guerra
è fatale che l’artista racconterà eternamente
la stessa storia aggiungendo nel migliore dei casi
quel tanto di universale che la salverà dall’oblio.
– COMUNISMO ADDIO? –
è molto più di una domanda inquietante.
Si tratta di un testo teatrale appassionato
e appassionante nello svolgersi della storia.
Un lavoro teatrale insolito e prezioso
che comunque andranno le cose
conserverà valore non soltanto storico.
Quale specchio dell’anima umana
eternamente in bilico tra realtà e utopia
rivivono in armonioso concertato
rancori, contrasti, nostalgie e rimpianti
di un sogno ancora palpitante e sospeso.
Ritorno ad un passato dissonante
dove tutto diviene immaginario
nel rivivere improvviso e bruciante
di un attimo infinito della nostra storia.
Fiamma travolgente
quando l’utopia di cambiare il Mondo
apparve possibile.
Oggi i personaggi evocati dalla Porrino
creature famigliari fantastiche e reali
si incontrano e si scontrano in palcoscenico
tra rancori e nostalgie facendo rivivere
anche in noi quel passato struggente e terribile
a ricordare che se il mondo
non abbiamo saputo cambiarlo
è inevitabile riprendere a sognare.
E dunque un dramma profondamente umano
che ci coinvolge riportandoci a volere un mondo
finalmente diverso.
Lavoro gentile e forte t
che nel giro di un’ora
grazie anche alla bravura degli interpreti
e ad una perfetta regia
ambientata nello spazio singolare che si chiama
TEATRO DI DOCUMENTI
riesce a mutare il passato in divenire.
insomma… COMUNISMO ADDIO?
uno spettacolo che non si dimentica
e che vorremmo rivedere.

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“COMUNISMO, ADDIO?”
scritto e diretto da Stefania Porrino.
Con Nunzia Greco, Evelina Nazzari, Alessandro Pala Griesche, Carla Kaamini Carretti e con la partecipazione di Giulio Farnese.
Alla chitarra Giuseppe Pestillo.
Video di Valerio Ziccanu Chessa. Luci di Paolo Orlandelli.
In collaborazione con Centro Studi “Vera Pertossi”. Premio Donne & Teatro 2007.

8 e 9 novembre ore 20,45
10 e 11 novembre ore 17,45

Teatro di Documenti
via Nicola Zabaglia, 42
Roma

tel. 06.5744034 – 328.8475891
http://www.teatrodidocumenti.it/

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Il grottesco del tragico

Glauco Mauri e Roberto Sturno tornano a Beckett, diretti da Andrea Baracco, con Finale di partita testo cardine e paradigmatico del Novecento. Scritto da Beckett nel 1956, andò in scena, in francese, in prima mondiale al Royal Court di Londra nell’aprile del 1957 insieme all’atto unico Atto senza parole, e poi, nello stesso mese e con la stessa Compagnia, a Parigi allo Studio des Champs-Élisées. In Italia fu messo in scena per la prima volta l’anno successivo da Andrea Camilleri.

Come in molti suoi lavori Beckett, Premio Nobel per la Letteratura del 1969, in Finale di partita parla della condizione umana segnata dalla sofferenza e dall’assurdità dell’essere, dei limiti e delle possibilità della libertà individuale, della solitudine di ciascuno di fronte al mondo: un teatro di personaggi, che si fissano nella memoria, vivi e palpitanti.

Finale di partita, si svolge in una stanza-rifugio post-atomico, nuda, senza mobili, dove la luce penetra grigiastra, dove, come in una pseudopartita a scacchi, si muovono i suoi personaggi: Hamm, cieco e su una sedia a rotelle, i suoi genitori Nagg e Nell, senza gambe e chiusi in due contenitori per la spazzatura, e il suo servitore Clov, che non può sedersi mai. Hamm e Clov per sopravvivere hanno bisogno l’uno dell’altro: solo Clov può dar da mangiare ad Ham, e solo Ham possiede le chiavi della dispensa.

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Teatro Eliseo Finale di partita di Samuel Beckett 1FINALE DI PARTITA
di Samuel Beckett
Da martedì 26 settembre a domenica 15 ottobre 2017

Regia: Andrea Baracco
Con
Glauco Mauri | Roberto Sturno
e con Elisa Di Eusanio | Mauro Mandolini

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
musiche Giacomo Vezzani

Produzione Compagnia Glauco Mauri Roberto Sturno

Durata: 1 ora e 20 minuti (atto unico)

Teatro Eliseo
via Nazionale 183
Roma

Biglietteria:
tel. 06/83510216

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Goltzius and the Pelican Company

Presentato alla 7° edizione del Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione Cinema XXI, Goltzius and the Pelican Company è l’ultimo film di Peter Greenaway. Un affresco epocale che è insieme summa e riflessione sulle diverse forme espressive che l’artista gallese ha sperimentato e frequentato negli anni: narrazione, videoarte, pittura, teatro, musica. Le attuali dinamiche distributive italiane non hanno saputo trovare adeguati spazi e modelli di diffusione per un’opera così inconsueta e per un autore fuori dagli schemi quale Greenaway, ed è proprio da questa constatazione che nasce l’idea. Ecco quindi il film proposto da Lo Scrittoio e Maremosso al Teatro Argentina in lingua originale con sottotitoli in italiano, scelta che valorizza l’autenticità dell’opera stessa e del suo autore e privilegia la costruzione dell’immagine e dell’immaginario di Greenaway.

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06 Teatro Goltzius and the Pelican Company Goltziussito ridDal 12 al 16 novembre 2014

un film di Peter Greenaway

Un progetto culturale “oltre gli schermi”, unʼopera colossale che travalica i generi di fruizione classica

regia Peter Greenaway
sceneggiatura Peter Greenaway
anno 2012
fotografia Reinier van Brummelen
montaggio Elmer Leupen
scenografia Ben Zuydwijk
costumi Marrit van der Burgt, Blanka Budak
musica Marco Robino
suono Huibert Boon
cast F. Murray Abraham, Ramsey Nasr, Kate Moran, Giulio Berruti, Anne Louise Hassing, Flavio Parenti, Lars Eidinger, Pippo Delbono

Prodotto da Kasander Film in coproduzione con Film & Music Entertainment, CDP, MP Film Production
Distribuzione Lo Scrittoio e Maremosso

Sito web http://cinecult.scrittoio.com

Info
orari ore 21.00
sabato ore 18.30 e ore 21.00
durata 112 minuti
biglietti posto unico 9,00 €
vietato ai minori di 14 anni

http://www.teatrodiroma.net/adon.pl?act=doc&doc=2885

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Lo credevamo eterno e tornano visioni

Nel morbido notturno di Panico
il tempo prende appunti in grembo a Dominot.
Favole sotto vuoto premono le vetrine
e trema sull’altar maggiore il sogno di una giostra.
Se il pianoforte chiuso aspetta Rubinstein nell’attimo sospeso di un singhiozzo beate-sante sorseggiano l’oblio, lacrime viola di Mater Dolorosa che invoca Biancaneve:
“Mai, mai saranno quattro le bellezze! Perché…perché?”
Ma tutto si trasforma… e nulla può mutare.
In fondo, il tavolo degli angeli è sempre apparecchiato.
Se scendono danzanti da Castello… è solo per un’ombra, sorriso eginetico Mariano che incanta Dominot:
tornando all’acqua primigenia si può ricominciare.
Anche il menù mutevole prodigio della mano…
ha echi-aromi d’assolato inizio…amata Tunisia.
A sublimare il piatto dei rimpianti basta un bicchiere di rosso nostalgia… di quando si occupavano Conventi:
sogni ovattati d’infinite stanze e apparizioni in chiostri di verzura.
La notte, ricamando col tamburo, si balbettava di cambiare il mondo.
Solo al Panico ritornano fantasmi e litanie, voli cruenti di colombe tra immagini, sculture e notti bianche.
E sfilano madonne visionarie, violenti innamorati e diafani poeti, critici, fotografi, registi e pellicciai, cuochi, antiquari, artisti e danzatrici, rari artigiani e tristi commedianti, sindacalisti, gnomi e ragazzacce, baffuti adoratori di mutande, scrittori passionali e timide signore.
Amanti furibondi e sceneggiate non turbano la coppia senza tempo e sciamano dalla cantina fiumane di comparse:
storie nate e perdute nel mare di uno sguardo.
E il giovedì alle dieci della notte “Ardon gli incensi”
sul canto etereo del bianco Dominot.

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Dominot nelle vesti di Edit Piaf in “Les amants d’un jour”
Dominot nella scena finale de “La Dolce Vita”

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Goltzius and the Pelican Company

Presentato alla 7° edizione del Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione Cinema XXI, Goltzius and the Pelican Company è l’ultimo film di Peter Greenaway. Un affresco epocale che è insieme summa e riflessione sulle diverse forme espressive che l’artista gallese ha sperimentato e frequentato negli anni: narrazione, videoarte, pittura, teatro, musica. Le attuali dinamiche distributive italiane non hanno saputo trovare adeguati spazi e modelli di diffusione per un’opera così inconsueta e per un autore fuori dagli schemi quale Greenaway, ed è proprio da questa constatazione che nasce l’idea. Ecco quindi il film proposto da Lo Scrittoio e Maremosso al Teatro Argentina in lingua originale con sottotitoli in italiano, scelta che valorizza l’autenticità dell’opera stessa e del suo autore e privilegia la costruzione dell’immagine e dell’immaginario di Greenaway.

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06 Teatro Goltzius and the Pelican Company GoltziussitoDal 12 al 16 novembre 2014

un film di Peter Greenaway

Un progetto culturale “oltre gli schermi”, unʼopera colossale che travalica i generi di fruizione classica

regia Peter Greenaway
sceneggiatura Peter Greenaway
anno 2012
fotografia Reinier van Brummelen
montaggio Elmer Leupen
scenografia Ben Zuydwijk
costumi Marrit van der Burgt, Blanka Budak
musica Marco Robino
suono Huibert Boon
cast F. Murray Abraham, Ramsey Nasr, Kate Moran, Giulio Berruti, Anne Louise Hassing, Flavio Parenti, Lars Eidinger, Pippo Delbono

Prodotto da Kasander Film in coproduzione con Film & Music Entertainment, CDP, MP Film Production
Distribuzione Lo Scrittoio e Maremosso

Sito web http://cinecult.scrittoio.com

Info
orari ore 21.00
sabato ore 18.30 e ore 21.00
durata 112 minuti
biglietti posto unico 9,00 €
vietato ai minori di 14 anni

http://www.teatrodiroma.net/adon.pl?act=doc&doc=2885