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Dentro l’Uragano con Campegiani

I veri poeti sono dei profeti, e Franco Campegiani è uno di loro. Era il 1986 quando recensivo il suo libro di poesie, non il primo nonostante la giovane età, Selvaggio Pallido, con illustrazioni di Umberto Mastroianni (Rossi & Spera). Scrivevo allora su Avvenire (9/11/1986): «…una costante sembra sempre riproporsi: una lacerante dicotomia. È come se il sorriso più radioso fosse comunque e sempre offuscato dalla più viscerale delle angosce. Una dicotomia tutta contemporanea, oserei dire, di quel contemporaneo che comunque e sempre sente aleggiare su di sé i miasmi del terzo conflitto mondiale, vuoi scatenato dall’uomo, vuoi dalla natura in rivolta». Quelle parole trovano una incredibile attualità in una visione peggiorativa perché mentre all’epoca proponevo un conflitto scatenato o da l’uomo o dalla natura, siamo arrivati oggi ad un conflitto globale. Ancora nel 1990 scrivevo, sempre su Avvenire (7/1/1990), e questa volta sulla raccolta “Cielo Amico” (Ibiskos,1990), che mentre nell’altra raccolta l’uomo era visto distinto dalla natura, qui la natura era protagonista e l’uomo, al massimo, comprimario. Sono trascorsi molti anni e Campegiani ha dato alle stampe altre raccolte poetiche ed anche testi di natura filosofica, fino all’attuale raccolta di poesie Dentro l’uragano (Pegasus Edition, 2021) ma è rimasto sostanzialmente nell’animo quello di sempre: un poeta-contadino particolarmente sensibile alle problematiche ecologiche. Ma la sua è una sensibilità che non sfocia solo in una prassi ecologista, ma entra prepotentemente nella poesia perché nasce dal profondo del suo essere che si sente parte della natura. Aldo Onorati, critico e scrittore che da sempre segue il lavoro di Campegiani, sottolinea, nella prefazione, tra l’altro, proprio il legame profondo del poeta con la terra, definendo il suo un “sentimento georgico”. Due sono i rimandi che, a mio avviso, affiorano in queste liriche. Il primo è la vicinanza ad un movimento letterario che, sebbene datato, è pur sempre vivo nella sua concezione: l’Arcadia. Il poeta si sente parte di quel mondo di pastori e pastorelle dove la vita è in assoluta simbiosi col creato, dalle forme animate a quelle inanimate. Un esempio è nella poesia “Epitaffio”: «Sto nel dolce sonno degli appassiti rami / che si ravvivano a maggio, / nell’anima del fiume che si dissangua nella foce / ed evapora dal mare in nubi cariche / che tornano sui monti per nutrire le fonti sorgive». L’altro rimando, che occhieggia a Seneca ed allo Stoicismo, è la ciclicità ineluttabile ed ineludibile dal ciclo vita-morte: «L’aldilà sprofonda nell’abisso, / scivola nel vuoto, precipita a ritroso / verso gli inizi perenni, verso l’eterna fine /, in cieli e terre senza spazio e senza tempo / da cui riparte sempre la ruota della vita…» (“L’essere è qui”). Ma le conclusioni del poeta-filosofo non sono mai nichiliste ed una sostanziale fiducia nell’Amore, sia quello umano che quello divino, non lascia mai l’uomo completamente solo. Certo il mondo futuro non sarà più quello del passato come affiora nella lirica “Lettera a Pier Paolo” (Pasolini): «S’è disseccato Pier Paolo, per sempre / il fiume del sacro primordiale» tuttavia «la palingensi è inesorabile». Campegiani lascia aperto uno spiraglio al rinnovamento, alla rinascita ed alla rigenerazione. Dentro l’uragano ha vinto il Premio Letterario Internazionale Golden Selection, 2021.


Dentro l’uragano
di Franco Campegiani
Editore: Pegasus Edition, 202, pp. 88
EAN: 9788872111758
ISBN: 8872111757
Prezzo: € 10.00