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L’enigma del reale

Un titolo “enigmatico” per una mostra che si tiene a Palazzo Corsini ma che si svela subito leggendo il sottotitolo “Ritratti e nature morte dalla Collezione Poletti e dalle Gallerie Nazionali Barberini e Corsini”. Si tratta dell’esposizione di alcuni dipinti della collezione di Geo Paoletti messi a confronto con qualche quadro delle Gallerie. Ruggero Poletti, detto Geo, nato nel 1926 è stato pittore di un qualche spessore ma soprattutto un grande collezionista volto per lo più verso alcuni esempi di pittura barocca in particolare caravaggesca, italiana e spagnola. Collabora con Longhi, Testori, Zeri e Mina Gregori che lo consigliano negli acquisti e contribuiscono ad affinarne la sensibilità artistica. Acquista, studia, dona alcuni capolavori come la “Carità romana” di Bartolomeo Manfredi regalato alla Galleria degli Uffizi dopo gli attentati del 1993 ed altre opere al Museo di Breda e a quello del Castello Sforzesco. È morto nel 2012.

La mostra costituita da 28 dipinti espone all’inizio un confronto tra due quadri, attribuiti alla bottega di Bartolomeo Manfredi e rappresentanti dei Fauni, uno della collezione Poletti e l’altro delle Gallerie Nazionali. A fianco una “Maddalena penitente” di anonimo rappresentante una singolare Maddalena, gli elementi ci sono: Crocefisso, teschio, libro per le meditazioni. Ma la penitente, abbondantemente svestita, non sembra meditare, ha la guancia destra pesantemente appoggiata al pugno chiuso del braccio destro, l’impressione è che sonnecchi e il libro non è tenuto saldamente ma scivolato verso il basso.

Una sala ospita una ventina di nature morte tutte, tranne una, della collezione Poletti; sono opere gradevolissime, alcune di anonimi altre attribuite a Bernardo Strozzi, Giacomo Ceruti, Evaristo Baschenis. I quadri sono senza cornice secondo l’opinione del Poletti il quale riteneva che cornici dorate e lussuose distraessero dalla visione del dipinto. In fondo alla galleria del Cardinale campeggia un grande quadro, il “Democrito” di Ribera con forti chiaroscuri e grande naturalismo, è datato a metà del primo decennio del ‘600 durante un soggiorno romano dell’artista. In una saletta sono esposte tre versioni, di tre diverse mani, dello stesso soggetto “Pescivendolo che sventra una rana pescatrice” appartenenti rispettivamente alle Gallerie, alla Collezione Poletti e al Museo nazionale di Varsavia.

Il dipinto delle Gallerie, a detta degli esperti, sarebbe il prototipo e nel tempo è stato attribuito a Guido Cagnacci o a Orazio Fidani mentre ora si tende ad assegnarlo ad un anonimo pittore napoletano di metà ‘600.

È previsto un ciclo di visite per bambini il primo e il terzo sabato del mese alle 15,00; per gli adulti visite guidate ogni giovedì alle 16,00.


L’enigma del reale
Ritratti e nature morte dalla Collezione Poletti e dalle Gallerie Nzionali Barberini e Corsini

Dal 24 ottobre 2019 al 2 febbraio 2020

Galleria Corsini
via della Lungara 10
Roma

Orario:
mercoledì/lunedì
8,30/19,00