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L’Età dell’Angoscia

L’Età dell’Angoscia è il titolo piuttosto singolare di una mostra che si tiene presso i Musei Capitolini, il sottotitolo identifica l’età, da Commodo a Diocleziano. Se si cambiano i nomi attualizzandoli c’è una impressionante somiglianza tra la decadenza dell’ Impero Romano e la nostra epoca; crisi politica, economica, sociale, demografica, infiltrazione prima pacifica e poi violenta dei barbari, commercio e produzione stagnanti, corruzione, sfiducia nel futuro, rassegnazione, caduta degli ideali, egoismo sfrenato. Sembra di parlare dei tempi nostri invece la mostra si riferisce ad un periodo di 120 anni intercorsi tra il regno di Commodo e quello di Diocleziano. Con il primo, figlio di Marco Aurelio, si esaurisce l’epoca d’oro dell’impero e comincia il duro III secolo che vede l’inizio del tramonto della civiltà romana. Naturalmente non fu una continua decadenza, si ebbero periodi di riscossa con imperatori capaci che riuscirono per qualche tempo a rallentare gli eventi che però poi ripresero la loro parabola discendente, Diocleziano fu esponente di un gruppo di imperatori di origine provinciale che per qualche decennio sembrò far rivivere i fasti dell’impero. Invano, le sorti continuarono a precipitare, più cause concorsero: la continua pressione sui confini richiese un forte aumento delle spese militari per pagare un numeroso esercito mercenario e questo significò un più che rilevante incremento della tassazione e la formazione di una eccessiva, pignola e corrotta burocrazia che avrebbe dovuto controllare il gettito fiscale e poi epidemie e crescente inflazione. In conseguenza produzione e commercio incontrarono maggiori difficoltà e le vie terrestri e marittime furono insidiate da sempre più numerosi fuorilegge. Quello che soprattutto andò in crisi fu il morale angustiato da guerre intestine tra imperatori e usurpatori e da continui scontri con vari popoli invasori fino a giungere alla cattura di Valerianoad opera dei Parti verso la metà del III secolo d. C. La mostra va inserita in un ciclo iniziato nel 2010 con “ l’Età della Conquista” e nel 2012 con “ l’Età dell’Equilibrio” che hanno esaminato il periodo di sviluppo della civiltà Romana con la conquista del Mediterraneo e poi l’epoca d’oro dell’estensione di tale civiltà a gran parte del mondo allora conosciuto; la terza “ Ritratti. Le tante facce del potere” ha presentato le immagini degli uomini che furono pietre miliari della storia romana, con l’ultima infine si esamina il declino, naturalmente come nelle precedenti, dal punto di vista artistico, in particolare scultoreo.
Sono esposti circa 240 pezzi, quasi tutti di scultura ma con alcuni affreschi staccati e qualche pezzo di argenteria, provenienti da molti musei italiani ed esteri, l’organizzazione è della Sopraintendenza, di Zetema e di MondoMostre.
L’esposizione è articolata su sette sezioni che fanno perno sugli aspetti più rilevanti della storia del III secolo: il gran numero di imperatori, quasi tutti deceduti di morte violenta, l’invadenza dell’esercito che innalza e depone i sovrani, il grande sviluppo delle religioni misteriche di origine orientale; in un’epoca di turbamento e di caduta di certezze la religione ufficiale tutta esterna e pubblica, quasi una ostentazione di fedeltà a Roma eterna e al suo rappresentante terreno, l’imperatore, non bastava più, si ricorreva a religioni oscure ed elitarie che assicuravano un futuro che si sperava migliore del presente. La prima sezione espone oltre 90 ritratti parte di uomini, donne e fanciulli ignoti, parte sono stati riconosciuti come ritratti di imperatori, truci, accigliati, con volti espressivi.
La seconda presenta l’esercito, la terza la città di Roma con il nuovo aspetto edilizio urbano, la quarta, la religione, con le effigi delle nuove divinità: Sabazio, Cibele, Giove Dolicheno, Iside, Mitra, comincia ad intravedersi qualche immagine che può apparire cristiana.
Nella quinta le ricche dimore e i loro arredi esibiscono frammenti, anche pittorici, di quello che fu l’arredamento delle domus di nobili e senatori; la sezione vivere e morire per l’impero getta uno sguardo sulla vita dei provinciali, infine l’ultima espone 24 opere di carattere funerario che mostrano l’evolversi del gusto in materia di sepoltura.
Dopo l’emozionante cavalcata nel III secolo si resta in attesa, per il 2016, dell’ultima mostra del ciclo “Costruire un impero” che tratterà dell’aspetto architettonico della civiltà Romana e che i curatori assicurano sarà di grande impatto ed interesse.

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00 Mostre angoscia 1_sarcofago_a_lenos_con_leone_e_antilope_galleryL’ETÀ DELL’ANGOSCIA
Da Commodo a Diocleziano (180-305 d.C.)
Dal 28 gennaio al 4 ottobre 2015

Roma
Musei Capitolini

Orario:
da martedì a domenica
dalle 9.00 alle 20.00
chiuso il lunedì e il 1 maggio
la biglietteria chiude un’ora prima

Informazioni:
Musei Capitolini
http://www.museicapitolini.org/mostre_ed_eventi/mostre/l_eta_dell_angoscia

00 Mostre angoscia 4_statua_maschile_in_toga_galleryIngresso:
il biglietto permette l’ingresso alle mostre “L’età dell’angoscia”, “Marsia. La superbia punita” e ai Musei Capitolini
Intero € 15,00
Ridotto € 13,00
Ridottissimo € 2,00

Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza):
Intero € 13,00
Ridotto € 11,00
Ridottissimo € 2,00

Catalogo:
MondoMostre

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