Referendum: SI/NO/FORSE

refeferendum-votoMai come questa volta è difficile sentirsi completamente liberi di esprimere il proprio voto, trovandoci davanti alla scelta di manifestare la propria opinione, senza possibilità di alcun distinguo, a un “pacchetto” costituzionale che interviene su vari ambiti.
Complica ulteriormente la situazione l’amletico dilemma di dover mescolare il voto a quello di una destra intollerante e bigotta o approvare la proposta di un monellaccio impertinente.
Da decenni si promettono cambiamenti e cosa ci garantisce che se vince il NO si potrà fare meglio di quello che si propone con il SI?
Si discute sull’impossibilità di eleggere i futuri senatori direttamente dal cittadino che viene privato dal diritto di votare, ma abbiamo già una Democrazia “riflessa” con la nascita delle Città metropolitane http://www.cittametropolitanaroma.gov.it/.
Si aboliscono le Provincie con un consiglio eletto per far posto, con le procedure di voto che hanno rasentato la clandestinità, a un parlamentino eletto dagli amministratori dell’Area e con la presidenza di diritto del sindaco del comune capoluogo.
Questo non è esautorare il cittadino dallo scegliere il proprio rappresentante?
Entrambi gli schieramenti sono faziosi e tra una brodaglia che accomuna una destra misogina con un centro che sventola l’efficientismo e una sinistra che fugge dalle proprie responsabilità, il cittadino si trova schiacciato e confuso, eppur non dovrebbe votare di pancia, come qualcuno suggerisce, ma di testa per non confondere l’emotività con il futuro di coliche intestinali.
Il grande Totò gridava: siamo uomini o caporali? Parafrasando si potrebbe dire se siamo esseri pensanti o avvinghiati ai primordiali istinti che non vanno oltre il cibo e il sesso?
L’unica omologazione accettabile e quella di garantire a ogni essere vivente il cibo, l’istruzione e ogni diritto fondamentale e non quella di correre dietro all’illuminato di turno che sventola la sua verità come una verità globale.
Non ci sono condottieri e salvatori, ma solo interessi comuni o privati e il Referendum è un banco di prova per usare l’intelletto rivolto a consolidare o a evolvere. A questo siamo responsabilmente chiamati finché non si troverà un sistema politico avulso dalla tirannia della finanza e dai vacui mercati del comprare e vendere il lavoro altrui.

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