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In un’ex fabbrica per evitare un futuro distopico

Una cinquantina di artisti impegnati non solo nella pittura e nella scultura, ma anche in installazioni, in video e in diverse sfaccettature della comunicazione mediatica,  avevano bisogno di un ampio luogo come quello l’ex fabbrica di porcellane Maison Demeuldre, con i suoi 3500 mq, per contenere i vari punti di vista su un tema così impegnativo capace di coinvolgere non solo i due terzi del globo terracqueo, ma anche la vita fuori dai mari e dagli oceani.

Un’iniziativa espositiva che è anche un laboratorio di idee, dove artisti e scienziati, come Noel Baker e Ermioni Dimitropoulou, provenienti da tutto il mondo hanno unito le forze per dare voce all’ambiente ed ai cambiamento climatici, contribuendo ad immaginare, con affreschi murali, esperienze visive e sonore, installazioni, eventi scenografici e conferenze, il futuro delle profondità marine.

Noel Baker, come scienziato e artista, ha contribuito con diversi dipinti, ispirati dalle conoscenze acquisite attraverso la sua ricerca, che la confronta quotidianamente con i fatti duri che tutti, in qualche modo, dobbiamo affrontare, mentre Ermioni Dimitropoulou ha collaborato con Rub.qbe (Gabriele Rossi) per proporre una riflessione sugli effetti nocivi delle navi da crociera con le loro emissioni di particelle fini ed altri composti organici volatili nell’ambiente.

L’arte urbana e da interni, per una mostra “immersiva”, capace di sensibilizzare il visitatore sulle questioni ecologiche e sui cambiamenti climatici, accolta in un incubatore culturale.

Dagli idilliaci volteggi delle meduse nel profondo blu al loro ingabbiamento, dalle serene realizzazioni pittoriche alle inquietanti decomposizioni, dove visioni fiabesche e distopiche si susseguono nei vari spazi di questo edificio di altri tempi.

Il video “Narcose – Narcosi” di Raphaël Bluzet invita a lasciasi trasportare da una meditazione guidata della durata di circa 12 minuti. Lo spettatore, sdraiato, è guidato dalle animazioni ipnotiche dell’oceano proiettate sul soffitto della stanza, offrendo un’esperienza meditativa con gli oceani e con le loro specie per sensibilizzare sulla fragilità di questo ecosistema. L’artista ha dipinto digitalmente la sua opera utilizzando tecniche di animazione immagine per immagine.

Olivier Coisne, con le sue meduse sospese (Jellyfish Sculpture), propone The Cube, un’opera realizzata con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico sul consumo di massa e portare avanti una valutazione sulla coscienza ecologica, al fine di preservare i nostri ecosistemi. Minacciosi in apparenza questi animali mistici, con movimenti aggraziati, sono una fonte di ispirazione per Olivier Coisne.

Camilla Ancilotto permette al visitatore di comporre e decomporre le sue opere pittoriche, su tre facce rotanti, che partono da raffigurazioni mitologiche o contemporanee per dare vita a delle visioni di altre realtà. Opere modulari policrome ispirate al Tangram, l’antico rompicapo cinese, per dar modo al visitatore di sperimentare le mutazioni.

Un vero e proprio viaggio, scandito dalla creatività mainstream e dalla scienza, di come i mutamenti climatici influenzeranno il globo terrestre e quanto ne subirà l’idrosfera.

Una mostra, quella di Bruxelles, con lo sguardo rivolto ai problemi ambientali, che contraddice Dieter Roelstraete, curatore della mostra “Everybody Talks About the Weather” alla Fondazione Prada di Venezia, l’affermazione avvenuta durante la trasmissione di Rai Radio 3 – A3 il formato dell’arte del 20 maggio, con la quale l’arte contemporanea, la cosiddetta mainstream, non si interessi ai cambiamenti climatici, confutandogli l’esclusiva alla mostra veneziana.

Anche Roma offre, negli spazi dell’Ex Cartiera Latina, un’occasione di riflessione sul Climate Change e sul rapporto che lega il Sapiens e l’ambiente naturale, esprimendo tutta la cecità ancora presente nell’uomo nei confronti dell’attuale situazione, con la mostra “Anthropos e Kainos”, promossa da Maria Rita Bassano Ferretti e Carlo Marchetti, coinvolgendo oltre cento artisti stranieri e italiani dell’interessante panorama romana.

È impossibile avere il monopolio sulle riflessioni dei cambiamenti climatici, tematiche che coinvolgono il futuro di tutti.


Mers & Océans
Seas & Oceans
Dal 20 aprile al 25 giugno 2023

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