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Niente leggiadria quando a salvare il mondo è il dollaro

Il “Salvator Mundi” opera (presunta) di Leonardo è stata venduta per 450 milioni di $ ovviamente ad un anonimo e quindi è diventata invisibile perché un museo avrebbe avuto tutto l’interesse a pubblicizzare l’acquisto….
Che dire? Una piccola sconfortante considerazione: ormai viviamo in una società incapace di creare non dico il Bello e l’Assoluto, ma di creare comunque, una società arida che vive nella violenza come unica affermazione dell’individuo e nell’acquisizione dei beni materiali (soldi e potenza), e quindi non può far altro,come un vecchio ricco e impotente, che comprare la bellezza, la giovinezza dello spirito, la pura creatività.
Non rimane, come in un agone sportivo, che la gara all’asta a chi spende di più ricevendone encomi, applausi (e invidia)!
L’unica arte vera e concreta dei nostri tempi? Il restauro, non resta che restaurare tutto, ma proprio tutto: ogni cosa che appartiene al passato, anche mediocre e di maniera, viene tesaurizzata e ammirata come testimonianza di un’epoca aurea e leggendaria…
L’uomo ha venduto, da tempo,la sua anima,al Dio Denaro e alla sua arida logica. Non resta che raccogliere tracce e reperti del passato e metterli in cassaforte… E pensare che in altri tempi non ci si pensava una volta a buttar giù una scultura,un palazzo, a coprire un affresco per l’urgenza del nuovo talento.. e nessuno si sognava di gridare al misfatto!

Il ritorno di Leonardo

Leonardo da Vinci probabilmente non amò Roma e la corte pontificia, lavorò per lo più a Firenze e a Milano ma ora è tornato nell’Urbe. Non lui di persona, non il suo corpo scomparso in Francia, dove era morto, durante le guerre di religione della metà del ‘500 ma il suo famoso autoritratto disegnato in sanguigna rossa che è ospite dei Musei Capitolini sino al 3 agosto prossimo.
E’ un disegno dalla storia misteriosa, con una scritta in grafia non leonardesca Leonardus Vincius ritratto di se stesso assai vecchio aggiunta non si sa quando e da chi; si ritiene sia stato donato dall’artista al suo discepolo Francesco Melzi e venduto successivamente dai suoi eredi. Riapparve nei primi decenni dell’800 nella collezione di Giovanni Volpato che nel 1839 vendette la sua raccolta al Re di Sardegna Carlo Alberto che destinò il disegno insieme a numerosi altri d’insigni artisti alla Biblioteca Reale di Torino.
Recentemente è stato oggetto di ricerche da parte dell’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Artistico e Librario intese ad accertare lo stato di conservazione e studiare tecniche d’intervento restaurativo non invasivo. Si ritiene che il disegno sia databile agli ultimi anni di vita di Leonardo, anche se qualche studioso lo anticipa e qualche altro pensa sia solo un ritratto di vecchio e non un autoritratto, ma è comunemente ritenuto sua opera autografa sia in riferimento ad altre immagini conosciute che a concordanze stilistiche con altre opere.
L’artista fu uomo complesso e controverso, si dedicò a un gran numero di interessi, fu pittore, scultore, ingegnere militare, inventore, studioso di anatomia, di chimica; si cimentò in molteplici attività che in molti casi non concluse lasciando interrogativi sui suoi progetti. Nacque nel 1452, figlio illegittimo di un giovane notaio, e forse questa sua posizione influì sulla formazione della personalità. Entrò da ragazzo nella bottega del Verrocchio e verso gli anni ’70 iniziò ad avere commissioni. Nel 1482 si recò a Milano stringendo una solida relazione con i Duchi Sforza e per loro eseguì numerose opere, la più celebre del suo soggiorno milanese è senza dubbio l’Ultima Cena che tanti problemi continua a dare per l’uso di tecniche di pittura sperimentali rivelatisi poi non idonee. Dopo l’occupazione francese di Milano peregrinò tra Mantova, Venezia e Firenze e all’inizio del ‘500 fu ingegnere militare di Cesare Borgia. Nel 1514 giunse a Roma accolto dalla corte pontificia gravitante intorno al Papa Leone X Medici ma in città dominavano Raffaello e Michelangelo per cui Leonardo accettò l’invito del Re Francesco I a recarsi in Francia dove fu ospitato nel castello di Amboise e qui morì nel 1519.

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Mostre leonardo da vinciLeonardo da Vinci:
Autoritratto
Dal 23 giugno al 3 agosto 2015

Roma
Musei Capitolini

Orario:
tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30

Ingresso:
Euro 5 (ridotto 4)
anche nella prima domenica del mese

Informazioni:
http://www.museicapitolini.org

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