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Roma: un’altra Idea di Città

All’interno del centrosinistra, per migliorare il prosieguo dei risultati di queste elezioni recenti, c’è chi pensa di essere più credibile solo quando è umile e radicato sul territorio ed è per questo che il primo marzo viene aperto il Laboratorio di Un’altra idea di città a via Rubattino 1 (Testaccio – S. Maria Liberatrice) dalle ore 18 alle 21.

Un’occasione di compartecipazione alla stesura del programma che il centrosinistra potrebbe presentare alle elezioni comunali.

Il forte divario tra le elezioni politiche e quelle regionali è proprio la cartina di tornasole di quello che diciamo e pratichiamo da sempre e su questa strada occorre continuare con coraggio e determinazione.

I risultati di queste elezioni politiche non fanno che confermare quanto sosteniamo da tempo: il centrosinistra è forte e vincente solo quando è umile, credibile, competente, radicato sul territorio, unito ed eticamente sostenibile. Il forte divario tra le elezioni politiche e quelle regionali è proprio la cartina di tornasole di quello che diciamo e pratichiamo da sempre e su questa strada occorre continuare con coraggio e determinazione.

Nel Lazio Nicola Zingaretti ha dato quella garanzia di credibilità e buon governo che, se fosse più estesa, non lascerebbe alcun spazio all’antipolitica e al diffuso voto di protesta. Un voto ‘nutrito’ dalla brutta politica e presente in tutti partiti. Accanto alla protesta occorre sempre abbinare la proposta per ridare dignità al Paese e alle nostre città. Occorre farlo prima che sia troppo tardi e che si svuotino del tutto di valori, contenuti e di tanti italiani che pensano di cambiare paese, anziché cambiare ‘il’ Paese.

Per farlo occorre umiltà, competenza, e grande capacità di ascolto. Per questo, anche grazie alla collaborazione di amici che condividono questo percorso, Paolo Masini invita all’aperitivo-inaugurazione del Laboratorio di incontri sui temi che dovrebbero stare più a cuore per la Roma che verrà.

I laboratori sono utili ma potrebbe essere ancor più pratico il web per allargare la partecipazione alle necessità di una città-metropoli come Roma. Raccogliere attraverso la Rete i suggerimenti, superando i vincoli fissati nei giorni e nelle ore di appuntamento. Se una consultazione attraverso l’informatica può risultare troppo distaccata si potrebbe essere attenti alle segnalazioni provenienti dai diversi organi d’informazione e soprattutto camminare per le strade con interesse, senza alcuna fretta, per quello che ci circonda.

IN ALLEGATO I TEMI CON LE DATE E ORARI DEGLI INCONTRI

Roma LABORATORIO DI UN’ALTRA IDEA DI CITTÀ programma

Roma LABORATORIO DI UN'ALTRA IDEA DI CITTÀ 2

Una Galleria nel cuore di Roma

Se per un gioco tutto mio volessi mettere dentro un capiente frullatore:

– soggetti mitologici e biblici, attraverso gli affreschi rappresentanti fauni, pastori, centauri, arpie, grifi, fanciulli, sirene, chimere, tritoni, tori, geni alati, pavoni, cornucopie, sfingi, trofei, vessilli romani, cartigli e candelabri;

– frammenti di marmi e terrecotte, colonne corinzie, marmo greco fasciato, colonne di ametista;

– opere del Settecento romano, dipinti di Sebastiano Conca, Pierre Subleyras, Michele di Ridolfo del Ghirlandaio, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Guido Reni, Girolamo Muziano, Guercino, Pietro da Cortona, Salvator Rosa, Claude Lorrain, Annibale Carracci, Cosmè Tura;

– colori come giallo di Siena, rosso di Francia, verde Alpi, giallo antico;

– grandi specchiere con putti e fiori di Carlo Maratta e Mario dei Fiori (Mario Nuzzi), cornici intagliate e dorate, numerosi topazi, granati, ametisti, grisoliti, cammei antichi.

Musei Una Galleria nel cuore di Roma Galleria ColonnaPoi toccando un pulsante facessi girare il tutto e ripremendo lo stesso pulsante, come per incanto, ritornasse tutto a posto, mi ritroverei in quell’atmosfera gioiosa e solenne che risponde al nome di Galleria Colonna.

La storia del Palazzo Colonna, va dal XII al XV secolo attraverso il potere politico, militare e ecclesiastico, nelle figure di senatori e cardinali.

I Colonna, infatti, vengono creati marchesi poi vir princeps, Principi di Salerno, Duchi e Principi di Paliano, Duchi di Zagarolo, Principi di Galateo, Principi del Sacro Romano Impero e infine Grandi di Spagna.

Lo stemma del Palazzo e Galleria Colonna è proprio una colonna. Questa, infatti, collega il cielo e la Terra oltre a simboleggiare la potenza, la Vittoria e l’immortalità.

La Colonna del Palazzo Colonna, è presente fisicamente nella Sala della Colonna Bellica, eseguita su marmo rosso del Tenaro (fine sec. XVI), ma non solo, anche negli affreschi e in alcuni dipinti (“Allegoria della Forza” – Sebastiano Ricci), nonché in decorazioni parietali.

Ma per raccontarvi lo splendore, il fascino, il completo stordimento che danno le sale e gli appartamenti del Palazzo e della Galleria Colonna, proverò a fare alcune similitudini.

Quando entrerete nel cosmo dei Colonna, verrete attratti e vi stupirete come il bambino che vede per la prima volta il mare; come chi conosce per la prima volta la montagna.

Infatti, quando si viene a visitare la Galleria Colonna (nel pieno centro di Roma, vicino Piazza di Venezia), non solo bisogna munirsi di tanta pazienza ma soprattutto si deve essere consapevoli che una visita non basterà. Il consistente patrimonio artistico, vi dimostrerà il fascino di questa Galleria sita nel Palazzo Colonna.

Dottissima visione a voi tutti.

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Musei Una Galleria nel cuore di Roma A.Carracci

Galleria Colonna

Roma

Piazza SS. Apostoli, 66

Tel. 06/6784350

Aperta ogni sabato mattina dalle 9 alle 13,15 (ultimo ingresso)

via della Pilotta, 17 Roma (chiusura agosto)

Visita guidata facoltativa inclusa nel biglietto d’ingresso: alle ore 11,00 in lingua italiana e alle ore 11,45 in lingua inglese

Visite private su prenotazione

sette giorni su sette Tel. 06/6784350

L’Inferno di Rodin

Mostre articolo rodin_inferno_dante_2 Lieta novella all’Accademia reale di Spagna al Gianicolo per gli appassionati d’arte! Il grande scultore Auguste Rodin è visibile con la splendida serie dei suoi bozzetti concepiti e realizzati nel 1880 per l’Inferno di Dante: opera di straordinario interesse grafico e pittorico, coevi della sua opera incompiuta “le Porte dell’Inferno”, opera mai compiuta. I bozzetti dell’artista furono poi stampati con la tecnica della foto incisione dalla Maison Goupil, 129 eccellenti stampe “a bon tireur”, fra l’altro ritoccati cromaticamente con la tecnica del “tampone” con l’uso di inchiostri colorati e con annotazioni originali del Maestro. Il piccolo formato dei bozzetti e l’uso rapido e sintetico del segno e dell’annotazione tonale non deve far pensare ad un’opera minore e marginale di Rodin, anzi! Qui più che mai si manifesta la pienezza e la forza creativa del maestro, la qualità espressiva del suo tratto e della sua “macchia” arrivano a vertici che superano ampiamente la stessa sintesi impressionista per proiettarsi prepotentemente in una modernità e in una sensibilità estetica a noi più vicina e congeniale. Nel racconto visivo di Rodin si intrecciano e si inseguono centauri démoni e anime dannate con l’empito visionario ora di un simbolista alla Redon, ora con richiami di titanismo michelangiolesco, ora con echi di demonismo romantico alla William Blake: ma ogni richiamo formale e letterario poi inevitabilmente si piega alla grande sapienza disegnativa dello scultore e alla sua capacità di riassumere e completare con pochi evocativi accenni figure spazi ed emozioni in un clima di intensa qualità poetica. Ora con la punta di grafite, ora con la stecca del carboncino o col pennino d’inchiostro, con luci di biacca e con velature felicissime Rodin racconta l’emozionante avventura del “suo” inferno dantesco dove personaggi e figure celebri si alternano ad apparizioni e fantasmi confusi nel gran vortice cupo di un sogno grandioso. Quanto dissimile dalle illustrazioni di un Gustave Doré! Immerso ancora nella sua compiutezza accademica, roboante di teatrali dinamiche barocche, prestigioso illustratore per i brividi “Grand Guignol” del buon borghese parigino! La teatralità di Rodin si consacra invece ad una spoglia dimensione che è spazio e misura di una umanità ora feroce ora disperata ma rarefatta in una sacralità che è aldilà di qualsiasi descrittività o compiacimento scenografico, già intuita e amata nella sua assoluta, nuda bellezza. La straordinaria “serie” di Rodin, quasi o del tutto sconosciuta da noi, non può che essere meta preziosa e irrinunciabile per l’avveduto spettatore stanco dei soliti “eventi” cervellotici e del tritume concettuale, pausa raffinata e godibile di un vero grande artista.

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Mostre articolo rodin_invito AUGUSTE RODIN

L’inferno di Dante

Dal 29 gennaio al 4 marzo 2013

Roma

Accademia Reale di Spagna

tel. 06/58332721 – 22

http://www.raer.it

http://accademiaspagnaroma.wordpress.com

Grattacieli e obelischi di Sergio Ferrazza

 

Sergio Ferrazza. Cronaca e slancio creativo nei suoi flash pittorici densi di urgente contemporaneità ma anche di amoroso rievocare sogni e tradizioni di una cultura antica, nostra come la nostra pelle e il nostro respiro. Ieri e oggi si accavallano e si misurano negli squarci visivi che sono improvvise prospettive, folgorazioni ora futuribili ora a ritroso segnate da intense cromaticità, “colpi” di colore che legano e riverberano civiltà remote e angosce metropolitane in un “unicum” atemporale, spazio e campo di confronto di una umanità perenne e fervida

Il suo colore, segnale di emozioni non trattenute, senza incertezze marchia come ferite esplicite il tracciato di civiltà diverse pur nella continuità del suo eterno proporsi.

Così richiami di sacrali eros induisti sono il sogno negato di puritani ed aridi verticalismi occidentali, grattacieli come obelischi a divinità mercantili; i guerrieri di terracotta cinesi come esercito dissepolto contro le crude muraglie cementizie, incanti e ricchezze di genti che furono allevate al bello e alienanti serialità contemporanee.

In queste “mappe” alterne e varie dove l’umanità propone il collante della propria appartenenza etica o diversa comprensione del mondo, la fotografia è la base esplicita: fotografia manipolata e percorsa da quel colore che lega e assomma in sé la necessità dell’artista di coniugare eventi così dissimili e contrastanti, necessità di accogliere in un’emozione totale, onnicomprensiva, quel che fummo e saremo.

Il richiamo alla tematica figurativa tardo pop—art di Schifano è d’obbligo, ma il riutilizzo di Sergio Ferrazza, nell’uso anche di altri materiali (stoffa, acetati, sabbia, plastica) ha fervori e necessità tutte sue, in una ricerca formale che fà dell’esplicito “gesto” pittorico e della frammentazione visiva il complesso mosaico di una lettura umana variegata eppur di compatta continuità nel suo infinito avvicendarsi.

 

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Una Raccolta sentimentale

La “Raccolta sentimentale” che dà il titolo a queste mie note è quella di Maria Verzotto.

Nel visitare, la variegata e quindi interessante mostra sugli Artisti Americani a Roma, ho avuto modo di conoscere Maria Verzotto. Anche lei pittrice e appassionata dei lavori che mano a mano riusciva ad avere, avendo lavorato all’Accademia Americana.

La Passione della Verzotto è tutta qui, in questa mostra, per certi versi intrigante, curata da Gianleonardo Latini e presentata da Luigi M. Bruno.

Infatti si tratta di una esposizione tutta da vedere (sono rimasti pochi giorni) perché si passa dal figurativo di Charles Dwyer, che mi ricorda molta pittura americana anni sessanta e settanta all’astratto geometrico-emotivo di Paul Kubic, fino ad un Varujan Boghosian che potrebbe fare del suo lavoro, qui presente in mostra, anche una installazione. Come dire, c’è n’è davvero di tutti i gusti per tutti.

E allora lo scorrere di questi lavori apparirà ai vostri occhi come un “viaggio sentimentale” che testimonia l’Amore per l’Arte che ha Maria Verzotto. La sua volontà di voler mettere in mostra tante opere, anche se diverse tra loro, ci testimonia la voglia della condivisione tanto rara di questi tempi.

Una bella mostra, dove ognuno di noi si potrà ritrovare, ora in un dipinto, ora in uno schizzo a seconda del proprio “sentire” la materia pittorica. Ma non solo, andando anche oltre il “suo” credo potrà apprezzare altri modi di espressione meramente unici.

Sentimentale visione a voi tutti.

 

ARTISTI AMERICANI A ROMA
dalla fine degli anni ’60 agli anni ’90
nella Raccolta Verzotto

dal 18 gennaio all’8 febbraio 2013
dal lunedì al venerdì – dalle 15.00 alle 19.00

Roma
Moto della Mente
Via Monte Giordano, 43 (piazza Navona)
00186 Roma

Tel. 06/6869974

Raccolta Verzotto