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Caterina Ciuffetelli: Cercle et Carré

Lo spazio Studio Ricerca e Documentazione accoglie la nuova personale romana di Caterina Ciuffetelli, inserita nel Progetto STORIECONTEMPORANEE, a cura di Anna Cochetti. La mostra, curata da Giorgio Bonomi, si presenta sotto il titolo Cercle et Carré e propone un ciclo coeso di opere monotematiche che approfondiscono con rigore e sensibilità la ricerca non figurativa dell’artista, focalizzata sulla relazione archetipica tra cerchio e quadrato.

Il titolo stesso richiama una lunga e complessa genealogia storica, che attraversa le avanguardie storiche e la riflessione astratta del Novecento, ma che in Ciuffetelli si rinnova attraverso una pratica sperimentale consapevole, capace di coniugare memoria e innovazione. Le opere in mostra si configurano come variazioni di un medesimo principio formale: il cerchio, elemento simbolico dell’infinito e del movimento continuo, è inscritto all’interno del quadrato, figura della misura, della razionalità e della stabilità.

Come sottolinea il curatore Giorgio Bonomi, «le opere di Ciuffetelli si compongono, formalmente, con un cerchio costruito all’interno di un quadrato». In questa tensione strutturale si manifesta il cuore della sua ricerca: il dinamismo circolare, evocato anche dal pensiero di Eraclito – «comune è il principio e la fine nella circonferenza del cerchio» – viene “fissato” e “definito” entro la severità immobile del quadrato, che spezza la continuità della linea e introduce un principio di ordine e contenimento.

Ma la riflessione non si esaurisce nella geometria. Un ruolo centrale è affidato ai materiali e alle tecniche, che rimandano agli sviluppi più avanzati delle avanguardie e delle neoavanguardie storiche. Ciuffetelli costruisce le sue linee attraverso l’uso del filo, disposto in sequenze di rette verticali che si posizionano sulla superficie dell’opera, realizzata con carta dipinta e intelata. Il filo diventa così segno, struttura, ritmo visivo, trasformando la superficie in un campo vibrante di tensioni minime.

Da questa costruzione metodica emerge, come osserva Bonomi, una forte suggestione musicale: le linee appaiono come le corde di un pianoforte aperto, capaci di evocare una scansione temporale, un’armonia silenziosa che si offre allo sguardo come esperienza percettiva e meditativa. Il ritmo visivo diventa quindi elemento essenziale, capace di coinvolgere lo spettatore in una contemplazione che è al tempo stesso razionale e sensibile.

Anche la scelta cromatica risponde a un principio di riduzione e concentrazione. Riprendendo le istanze più radicali dell’astrazione novecentesca, Ciuffetelli lavora su un monocromo mai assoluto, ricco di variazioni tonali e materiche che evitano ogni rigidità dogmatica. Il colore, pur contenuto, mantiene una presenza viva e dialogante con la struttura formale dell’opera.

Cercle et Carré si configura così come un progetto unitario e coerente, in cui ogni lavoro contribuisce a un discorso più ampio sulla forma, sul tempo e sulla percezione. La mostra conferma la ricerca di Caterina Ciuffetelli come una delle più attente e consapevoli nel panorama dell’astrazione contemporanea, capace di rinnovare il linguaggio geometrico attraverso un equilibrio raffinato tra rigore concettuale e sensibilità poetica.


Caterina Ciuffetelli
“Cercle et Carré”
Dall’11 al 24 Gennaio

Inaugurazione:
Domenica 11 Gennaio 2026
dalle h.11.30 alle h.13.30
Fino a Sabato 24 Gennaio 2026
Finissage: ore 17.30-19.30

Storie Contemporanee
Studio Ricerca Documentazione

via Alessandro Poerio 16/b
Roma

A cura di Giorgio Bonomi

Orari:
dal martedì al venerdì
dalle 17.30 alle 19.30
(su appuntamento)
al 3288698229


Un caffè d’Arte

La mostra CAFFÈ SOSPESO, con opere di Pietro Lista e Lello Torchia, prendendo ironicamente spunto da questa tradizione napoletana, i due artisti istituiscono un dialogo attraverso le loro opere giocando sul concetto di “sospensione”, come realtà per sua natura connaturata all’esistenza, e sull’elemento del caffè legato all’incontro amicale, a momenti conviviali da cui può nascere un gesto di solidarietà, come nel caso della nota abitudine campana.

Artisti visivi attivi rispettivamente a Napoli e a Salerno, Pietro Lista e Lello Torchia oltre all’impegno nell’arte visiva, sono legati da un’amicizia che li ha visti esporre insieme anche in mostre precedenti, tra cui l’ultima inauguratasi ad Assisi lo scorso giugno.


Pietro Lista/Lello Torchia
“Caffè sospeso”
Dal 9 al 22 novembre 2024

Storie Contemporanee
Studio Ricerca Documentazione
via Alessandro Poerio 16/b
Roma

A cura di Francesca Tuscano

Inaugurazione:
sabato 9 novembre 2024
dalle h.11.30 alle h.13.30

Finissage: Venerdì 22 Novembre
Ore 13.30 – 19.30

Orari:
dal martedì al venerdì
dalle 17.30 alle 19.30
(su appuntamento cell. 3288698229)
Mart. – Merc. – Giov. h. 17.30 / 19.30
Ven. h. 11.30 / 13.30
su appuntamento

In occasione del finissage verrà presentato il LIBRO D’ARTISTA, comprensivo dei testi critici di Anna Cochetti e Francesca Tuscano.


Le immagini e le parole di Blumenthal, Paravel, Reggio

Un complesso progetto ideato e realizzato a più mani, in cui luoghi e persone, volti e interpretazioni di volti, tra foto, parole e disegni, hanno intrecciato un dialogo a distanza tra gli autori e i soggetti/oggetto della rappresentazione: da Milano a Roma a Lione ad Amsterdam, per approdare infine in questo spazio romano.
Graziella Reggio, i cui ritratti fotografici di artisti-amici costituiscono l’incipit, nel cenno d’occhio condiviso muove alla ricerca di volti e anime, di cui percorre le rughe e le andature, così come i segni e i gesti, alla maniera dei segni e dei simboli delle Carte Astrali.
Dominique Paravel, declina attraverso un cenno verbale parole che svelano le anime e le ombre segrete nascoste nei ritratti in b/n, di cui dà la guida per percorrere le tracce dei loro sogni, delle loro trappole, dei loro fallimenti.
Michiel Blumenthal, attraverso disegni, che nascono “ingenui” di fronte a tutti i personaggi, ne traducono in immagini, quasi sogni disegnati, gli accenti, che nascondono i loro volti segreti, rivelando la leggerezza sorridente dei loro caratteri intimi.
Al tempo stesso, questo gioco di riflessi moltiplicati – quasi che la camera oscura fosse invece una camera a specchi – suscita la domanda, da un lato, su quale sia la natura dello sguardo di cui ciascuno dei soggetti in gioco diventa l’oggetto misterioso, e, dall’altro, nel gioco di sguardi multipli, che cosa la ricerca svela degli investigatori stessi, a loro stessi ignota, fino all’istante in cui hanno preso in mano – macchina fotografica, parola, disegno – l’intimità altrui.


Michiel Blumenthal, Dominique Paravel, Graziella Reggio:
“traits pour traits”

al 11 maggio 2024

Storie Contemporanee
Studio Ricerca Documentazione

via Alessandro Poerio 16/b
Roma

A cura di Anna Cochetti

Inaugurazione:
Domenica 19 Maggio 2024 dalle 11.30 alle 13.30

Finissage:
Venerdì 31 Maggio 2024
dalle 17.30 alle 19.30
In occasione dell’Inaugurazione verrà presentato il Libro d’artista realizzato a stampa in edizione limitata, numerata e firmata dagli autori.

Orari:
dal martedì al venerdì
dalle 17.30 alle 19.30
(su appuntamento cell. 3288698229)


Artisti per un Plutone in Acquario

La prossima installazione collettiva, visto il successo della Mail Art, Anna Cochetti propone l’iniziativa dedicata a Plutone, pianeta lento, e il suo soggiorno in Acquario, che durerà fino al 2044.
L’ultimo soggiorno di Plutone in Acquario fu alla fine del XVIII secolo, periodo in cui accaddero, tra l’altro, la Rivoluzione industriale, la Rivoluzione americana e la Rivoluzione francese.
Chi è incuriosito e interessato a partecipare, è invitato a inviare un lavoro liberamente ispirato al tema.
I lavori – realizzati in tecnica libera, su cartoncino color avorio, gr. 400, cm. 20 x20 – dovranno pervenire (a mano o tramite posta prioritaria, no raccomandata) entro mercoledì 17 gennaio p.v.


“…a divinar Plutone in Acquario…”.
Installazione collettiva
Dal 21 gennaio al 14 febbraio 2024

Storie Contemporanee
Studio Ricerca Documentazione
via Alessandro Poerio 16/b
Roma

A cura di Anna Cochetti

Per maggiori informazioni contattare tramite messaggio il 3288698229

Inaugurazione:
Domenica 21 gennaio 2024
dalle 11.30 alle 13.30

Finissage:
Gennaio 2024
dalle 17.30 alle 19.30

In occasione del Finissage verrà presentato il Manifesto-Quaderno di documentazione e verrà rilasciata una cartolina di partecipazione.

Orari:
dal martedì al venerdì
dalle 17.30 alle 19.30
(su appuntamento cell. 3288698229)

Ingressi a norme anti-Covid


Artisti del o nel sistema della critica

Su ArtsLife con “L’opera d’arte è il sistema”, Marco Tonelli replica all’intervento di Achille Bonito Oliva su Robinson di Repubblica, aprendo un dibattito al quale hanno partecipato anche su FB critici e artisti come: Anna Cochetti, Luigi Massimo Bruno e Andrea Lanini

Va dato atto a Bonito Oliva che, piaccia o no, la sua affermazione che “non esiste l’arte ma il sistema dell’arte” (già codificata nel 2000 nel libro Arte e Sistema dell’Arte e oggi riaffermata) ha una certa dose di legittimità. Prendiamo il caso paradigmatico della Transavanguardia italiana. Un movimento inventato dal niente da un critico con l’appoggio di gallerie, musei, collezionisti e mercanti tra anni ’70 e ’80 del XX secolo. In pochi anni esce un manifesto pubblicato da un rinomato editore d’avanguardia. Un libro su una pseudo “teoria del manierismo e del traditore”, gli artisti dopo vari aggiustamenti vengono stabilizzati in numero di cinque. I quali all’interno di un ritorno mondiale della pittura tra USA, Germania, Francia, Spagna, pur con opere meno visionarie di Kiefer, Basquiat, Garouste o Barcelò, diventeranno nuove star del firmamento.” … (Marco Tonelli)

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  • Luigi Massimo Bruno

…Sapevamo, sapevamo…sono decenni che grido al vento quello che qui è detto più diffusamente. Ma io credo con forza e passione che l’opera d’arte esisterà sempre,nonostante tutto…Quello che qui è chiamato “il sistema” io chiamo più banalmente “il mercato” (critici,galleristi,mercanti), “Sancta Sanctorum” che decide come quando e perché; e questo aldisopra e aldilà del valore intrinseco della cosidetta opera d’arte, ma solo per mera decisione autonoma….anzi,più l’opera in sé è banale o sciatta o discutibilissima (inutile fare esempi) più è “manovrabile” e disponibile per assumere valori iconici di “oggetto” determinante (si dovrebbe risalire alla Pop Art e al valore del “gesto”).L’Artista fortemente individualizzato non serve ai “santoni” che decidono,nel loro gelido olimpo il “diktat” estetico; è utile l’artefice con le sue soluzioni vacue e anemiche, gusci vuoti pronti ad essere manipolati..Inutile dire che questo sottopone il mondo dell’arte a “mode” transitorie ed effimere che lasciano ben poco di sé ( chi parla più oggi di “transavanguardia?)..restano i pontefici, i burattinai che decidono il”sistema” o Mercato” come più vi piace. Questo ha determinato ormai la tempo la paradossale supremazia del critico sulla figura romantica dell’artefice, critico che manovra la sua “scuderia” di obbedienti operai….Ma siamo proprio così sicuri che questo freddo disporre di cadaveri e manichini siano le uniche bandiere che ci meritiamo del nostro contemporaneo estetico?

  • Andrea Lanini

L’idea che la Transavanguardia sia stata una furbesca invenzione di.Bonilo Oliva in accordo con i subdoli meccanismi del sistema non regge. Gli artisti

tedeschi di quel periodo ma anche francesi e perfino americani come Schnabel e Salle risentono di una atmosfera più generale, storica, senza la quale nè il

critico nè il sistema possono fare gran che. Opera, artista, critico, sistema e tutto .il resto andrebbero analizzati insieme con un distacco critico che prescinda

da personalismi polemid.

  • Anna Cochetti

Andrea Lanini … non credo che nelle posizioni critiche espresse da Marco Tonelli d siano “personalismi polemid” … e sono d’accordo con te che si debba

sempre studiare il periodo più in generale, lo “spirito dei tempi” … distinguendo però la moneta buona da quella che suona tarocca … Che ABO fosse il

“creatore” degli artisli della sua “scuderia” mi sembra di ricordare che in quegli anni fosse assodato e glorificato

  • Andrea Lanini

Anna Cochetli si si d’accordo e tra l’altro non ho mai avuto una gran simpatia verso quella operazione. Volevo dire però che Abo non l’ ha creata dal

nulla ma si è inserito in una fase storica di rinusso che é più degna di attenzione delle manovre dei singoli.

  • Anna Cochetti

Andrea Lanini … si … ma vero pure che non tutti sono rifluiti in quegli anni. .. di artisti fuori sistema dal sistema sistematicamente misconosciuti ce ne

sono … no?

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